Il Tirreno

Marble Marathon edizione 2020 in forse La manifestazione è pronta a fare i bagagli

Chiara Sillicani
 Marble Marathon edizione 2020 in forse La manifestazione è pronta a fare i bagagli

Spunta l’ipotesi di un trasloco in altri comuni. Barghini non svela dove: comunque non a centinaia di chilometri di distanza

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carrara. Non è che di grandi eventi all’ombra delle Apuane se ne vedano tutti i giorni. Da tre anni un grande evento c’è: richiama migliaia di persone, cresce del 30% ogni anno e garantisce al territorio un indotto di oltre un milione di euro (dati 2018). Adesso il rischio è che quell’evento a Massa e Carrara non si faccia più. La White Marble Marathon potrebbe cambiare casa. Dove sia pronta a traslocare Paolo Barghini, presidente della World Running Academy che la maratona la organizza, non se lo lascia sfuggire. Ammette, però, che «il comitato organizzatore sta valutando lo spostamento e non - unica indicazione sulla papabile nuova location - a centinaia di chilometri di distanza». Insomma, la Maratona non esclude di fare i bagagli per trasferirsi da chi - parola di Barghini - «ci vuole bene».

Che qualche problema nell’organizzazione dell’edizione 2019 ci sia stato, emerge con chiarezza domenica quando l’organizzatore Paolo Barghini, al termine della manifestazione, ufficializza la sua intenzione di lasciare: «Non l’ho fatto - assicura con la mente fredda del giorno dopo - per provocazione o perché io voglia qualcosa. Ho preso una decisione indotta dalle complicazioni legate alla organizzazione dell’evento». Su quelle complicazioni, lascia solo intuire: «Abbiamo lavorato al meglio - esemplifica - con i vigili urbani per definire una viabilità alternativa e predisporre la cartellonistica, con il coinvolgimento della protezione civile. Lo abbiamo fatto mesi e mesi fa. Non è possibile - è l’unico sfogo che si concede - che, avendo lavorato con questo ampio anticipo, ci siano stati sollevati problemi soltanto cinque giorni prima dell’evento, con il rischio che la manifestazione saltasse». Su chi e come abbia sollevato quei problemi Barghini non si sbottona. Insomma, inefficienze tecniche, burocrazia e ritardi che hanno messo a dura prova l’organizzazione e motivato il presidente dell’Academy al passo indietro. L’equazione “addio di Barghini” uguale “fine della Maratona” non c’è perché - spiega l’organizzatore - lui è «il braccio operativo di un comitato costituito da più persone. E il fatto che io mi tiri indietro non significa che lo stesso faccia il comitato». Anche se - e non è un dettaglio - Barghini ammette che nonostante la Maratona non sia lui e in lui non si esaurisca, è lui però che «si assume il 75% del lavoro. Trovare un’altra persona che faccia lo stesso è possibile, ma - si toglie un sassolino dalla scarpa - non facile». Perchè per un evento come la maratona c’è parecchio da fare basti pensare ai 500 volontari in strada domenica per garantire un’efficiente organizzazione. Barghini si sfoga e si rammarica perché «nè io, nè il comitato, nè i tanti volontari ci guadagnano una lira. E soprattutto se lavoro gratis, voglio lavorare serenamente».

Ipotesi trasloco quindi anche se alla domanda “qualchce sindaco vi ha già contattato”, Barghini risponde con un “no comment”. —
Chiara Sillicani

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