Gioco
Infermiere assenteista «All’Asl mi fecero capire di non tornare presto»
Giuliano Laghi a processo, accusato di lavorare alla coop invece di curare i malati. «Mai soste durante il servizio»
massa. È il turno per l’infermiere Giuliano Laghi, accusato di fare un altro lavoro durante l’orario di servizio, di parlare in aula. E lui si difende. «I primi tempi del mio lavoro al distretto rientravo presto e colleghi e superiori mi fecero capire che tornando presto sembrava che ci fosse poco da fare, così ho dilatato i tempi». Ma nega di aver mai fatto altro durante l’orario di lavoro: «A volte mi sono fermato alla Copac (cooperativa di cui era socio e consigliere, ndr) in attesa di andare subito dopo dai malati».
Laghi, 58 anni, difeso dall’avvocato Luca Lattanzi, nel 2015 venne arrestato dai carabinieri: contro di lui le accuse di truffa aggravata e peculato, con la Panda bianca con il logo dell’Asl parcheggiata fuori dalla cooperativa agro-alimentare di Avenza dove lavorava. Il pm Alberto Dello Iacono gli chiede conto di alcune situazioni legate a pazienti, cinque in tutto, presso i quali o non si sarebbe mai presentato o avrebbe allungato gli orari per dare a intendere di avere fatto più dell’intervento reale. Riguardo al primo sostiene che fosse «un paziente di una collega, non l’ho mai visto. Un’altra era una malata oncologica terminale, aveva bisogno di mannitolo. Ogni mattina andavo da lei alle sette perché poi andava a fare la chemio», racconta al giudice Augusto Lama, con a latere la giudice Valentina Prudente e il giudice Fulvio Biasotti.
Il pm contesta alcune spontanee dichiarazioni rilasciate da una coordinatrice dell’Asl riguardo alla terapia di un paziente risultato inesistente. «Ricordo bene: l’ospedale ci aveva chiamato, ma poi la sua badante non aveva più chiamato e non abbiamo mai attivato il servizio».E riguardo al caffè portato alla moglie in orario di servizio? «Era un sabato, sono passato da lei per 30 secondi. Sono arrivati i carabinieri e mi hanno fermato e contestato che ero lì con l’auto di servizio». Risponde anche su un altro episodio contestato. «Lei andava al Copac, di cui era consigliere, con l’auto di servizio». Laghi spiega: «Fu una sosta di un’ora per prendere del materiale lasciato lì, l’auto l’ho presa per fare altra medicazione alla madre del presidente della cooperativa che era caduta. Una prestazione extra lavorativa. Sempre andato fuori da orario di lavoro». —
Libero Red Dolce
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