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«I complimenti più belli sono stati quelli di Djokovic»
CARRARA. Il tennista carrarese Lorenzo Musetti in televisione, ospite a “Che tempo che fa”, il programma di Rai Uno, condotto da Fabio Fazio, andato in onda nella serata di domenica scorsa. C'era anche l'atleta classe 2002 di Carrara Musetti tra gli ospiti del cosiddetto “tavolo” del noto programma di Rai Uno. Con il vincitore degli Australian Open Juniores anche, al tavolo appunto, il calciatore Fabio Quagliarella, il duo Luca e Paolo, Orietta Berti, Anna Tatangelo (il suo ultimo album è andato proprio al giovane tennista), Nino Frassica, Gigi Marzullo, Enrico Bertolino e Francesco Scianna. A condurre, come detto, Fabio Fazio. Musetti ha raccontato ai microfoni di Rai Uno qualche pezzo della sua storia: da Carrara agli allenamenti passando per la famiglia e la passione per il tennis trasmessa dal papà. «Io abito a Carrara, però sin da piccolo mi sono allenato a La Spezia. Al mattino un po' una situazione complicata, da quando avevo 10 anni circa mia mamma mi fa da “taxi driver” e mi porta da Carrara a La Spezia poi scendo e vado al circolo, di mattina presto», ha detto il vincitore del grande Slam, secondo nel ranking under 18 (primo come italiano), che poi ha continuato, rispondendo alle domande di Fazio, sulla squadra di calcio del cuore («tifo Juve») e sulla passione per il tennis arrivata direttamente da papà Francesco. «Mio babbo ha frequentato il tennis ed è lui che mi ha trasferito la passione. I miei genitori hanno fatto molti sacrifici, sopratutto mia mamma, ogni giorno mi portava. Lei l'ha fatto per me, stare tutto il giorno su un campo di tennis a vedere giocare può essere noioso; le sono debitore».
«Quelli di Djokovic – ha proseguito – sono stati i complimenti più belli che ho ricevuto; lui mi ha detto: “Complimenti. Hai vinto per la tua forza mentale”», ha detto il talento apuano allenato da coach Simone Tartarini. Poi la chiosa in trasmissione con tanto di regalo: il cd della Tatangelo (“La fortuna sia con me”) e le parole sul discorso di ringraziamento nel dopo vittoria. «A un certo punto mi sono un po' impappinato volevo dire che ho realizzato il mio sogno, che ho vinto il mio primo Slam, ma non mi sono uscite le parole». —
L.B.
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