Il Tirreno

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Fontane Evam e Canevara, neanche una goccia d’acqua

C.P.
 Fontane Evam e Canevara, neanche una goccia d’acqua

Per motivi diversi da mesi non sono più utilizzabili Pileri: dovremmo riattivare i rubinetti per Pasqua Critica Massa Città in Comune 

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massa. Qualcuno lo chiama il “killer” della fontana di Canevara. E a dicembre ha colpito di nuovo: ha staccato i rubinetti con forza. E da allora la fontana non è stata ripristinata: da lì non esce nemmeno una goccia. E quella che si trova poco sopra, a ridosso dell’impianto di Evam, non funziona da quasi un anno. Insomma chi vuole bere l’acqua delle Apuane deve acquistarla o macinare chilometri. Stefano Pileri, presidente di Evam, spiega che le fontane sono «un elemento controverso». Questione di competenze: la gestione delle tubature appartiene a Gaia, i rubinetti e la loro manutenzione al Comune. E l’acqua? «Nel caso della fontana che si trova vicino al nostro stabilimento - dice Pileri - proviene da un serbatoio che serve a contenere quelle acque di servizio che utilizziamo per risciacquare l’impianto». Acque buone, potabili. Non sono state riconosciute dal Ministero della salute ma a molti cittadini piacciono. E soprattutto servono. «Purtroppo lo scorso anno la fontana è stata lasciata aperta e ha svuotato completamente il serbatoio - continua Pileri - mettendo a repentaglio l’intera produzione di Evam. A quel punto abbiamo approfondito la questione e abbiamo trovato gravi problemi alle tubature». Per risistemarle servono un po’ di soldi: «Abbiamo fatto diversi preventivi e l’investimento è consistente». Pileri però è fiducioso e promette entro Pasqua di mettere di nuovo a disposizione di tutti la fontana. Sergio Bordigoni, presidente della commissione ambiente, intende invece occuparsi di quella di Canevara: «Sono pienamente disponibile a sensibilizzare l’amministrazione affinché impegni Evam a mettere mano al portafoglio».

Sulle fontane interviene anche il collettivo Massa Città in Comune: «Il prelievo gratuito di acqua migliora il bilancio familiare e riduce il consumo di plastiche. La migliore pubblicità per un’azienda non è esporre una bottiglia in consiglio comunale ad uso delle telecamere, ma esercitare la responsabilità sociale di impresa garantendo alla sua comunità libero accesso alle sue acque». — C.P.

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