Il Tirreno

presentato il piano d’azione 

Unesco, Emilia e Toscana alleati per tutelare l’Appennino

M.L.
Unesco, Emilia e Toscana alleati per tutelare l’Appennino

A confronto un centinaio di persone, tanti i tavoli tematici: funghi, turismo, storia Il presidente del parco: «Creiamo un marchio per valorizzare la comunità»

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FIVIZZANO. Presentato il Piano d’Azione alla terza assemblea consultiva della Riserva della Biosfera Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano. Hanno partecipato oltre 200 persone, compresi 21 dei 34 sindaci dell’Area Mab “Man and Biosphere”, i rappresentanti dei Gal del territorio; Antico Frignano e Appennino Reggiano, Lunigiana, Garfagnana, quelli delle Camere di Commercio, delle Unioni dei Comuni, del Consorzio di Bonifica, delle due macroaree dell’Emilia Occidentale e dell’Emilia Centrale. I lavori sono iniziati con i gruppi di confronto a cui hanno partecipato un centinaio persone. Gli argomenti dei diversi tavoli sono stati: raccolta funghi; produzione di farina di castagne; escursionismo e guide turistiche; foreste e cambiamenti climatici; miele e progetto Mel.

Obiettivo dei confronti è stato quello di rafforzare le reti di collaborazione tra operatori, comunità e realtà socioeconomiche nell’Area Mab Unsesco. All’assemblea, hanno partecipato il responsabile del programma Mab Unesco Europa, Jonathan Baker, e in rappresentanza delle due Regioni, Paola Gazzolo, assessore all’Ambiente dell’Emilia Romagna, e Federica Fratoni, assessore all’Ambiente della Toscana.

«È stato il giorno in cui riuniamo tutte le forze dell’Area Mab Unesco dell’Appennino – spiega Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale e coordinatore della Riserva della Biosfera – l’obiettivo è quello di avere un momento di confronto su ciò che si sta facendo e ciò che si deve fare. In particolare in questa assemblea arriva a concludersi il percorso di definizione del brand “I Care Appennino” riservato ai privati. Per gli Enti e le Istituzioni pubbliche, infatti, c’è già il logo ufficiale dell’Unesco, che però non può essere usato a fini commerciali. Per questo per i privati abbiamo ideato il brand ‘Prendersi cura dell’Appennino’: un concetto che da valore all’appartenenza a questo territorio e all’interpretazione ai valori di sostenibilità, bellezza, senso di comunità dell’Appennino. La forza del marchio sta nel fatto che ‘I Care Appennino’ viene assegnato a dei progetti che mettono al centro consumatori e turisti, ma soprattutto residenti e imprese, quali protagonisti della vita della Mab Unsesco».

Così, durante l’assemblea, il brand è stato rilasciato, per la prima volta, a un progetto di Enel Green Power per il miglioramento del patrimonio boschivo, uno di Bper Banca per il sostegno all’educazione ambientale nelle scuole, a uno proposto da cooperativa di giovani della Lunigiana, Sigeric, che promuove il turismo sostenibile, a uno gruppo di giovani di Slow Food che fa un mercatino di prodotti di qualità a Reggio Emilia, a uno proposto da un’associazione di Pieve Fosciana che aiuta e sostiene le donne in terapia oncologica, a uno di un agricoltore dell’alto parmense che produce parmigiano biologico e che lo distribuisce ai gruppi d’acquisto solidale e a uno proposto da un’associazione di professionisti che lavorano per la messa in sicurezza del territorio. —

M.L.



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