Il dolore
Studentessa e allenatrice dalle “punte” al pallone
Diciannove anni, un fisico da modella infagottato in tuta e scarpette: Virginia Chiti sulla panchina dell’Atletico Carrara si occupa dei bambini classe 2012 e 2013
Un passato sulle punte, come aspirante ballerina classica.
Un presente da studentessa, prima al liceo classico poi all’Università di Pisa, facoltà di Scienze dei prodotti erboristici e della salute.
E una grande passione: quello di allenare, sul campo, i bambini avvicinandoli passo dopo passo al mondo del pallone.
Questo è l’identikit di Virgina Chiti, 19 anni compiuti lo scorso dicembre, da quest’anno allenatrice della classe 2012 e 2013 dell’Atletico Carrara.
Virginia, con il suo fisico da modella, i lunghi capelli neri e il volto da copertina, avrebbe potuto tranquillamente scegliere di fare la modella o la ragazza immagine in discoteca. Ha fatto un scelta totalmente diversa, e ha seguito la passione che da sempre, con papà Fabrizio, la vede sugli spalti delle sue squadre del cuore, la Carrarese e la Juventus.
Così due pomeriggi a settimana si “infagotta” in una tuta pesante. Si lega i capelli in una coda di cavallo e, pioggia, vento, anche col grande freddo, insegna a giocare a pallone, ma soprattutto ad amare lo sport di squadra, ai suoi 15 bambini: otto del 2012 e sette classe 2013, al campo della Fossa dei Leoni.
«La mia migliore amica, Isabella Tongiani, allena i ragazzini, per l’Atletico Carrara, già da qualche anno - racconta Virginia . La scorsa estate mi ha proposto di iniziare con un campus, proprio alla Fossa. È stato subito amore; adoro insegnare ai bambini e vederli felici quando giocano insieme. Il calcio è una mia grande passione e quello che sognavo era proprio di insegnarlo, ai piccoli».
Virginia è una ragazza con la testa sulle spalle. Una giovane donna con le sue certezze. «No, non mi piacerebbe allenare una squadra importante, di ragazzi più grandi - spiega - Io amo i bambini e vederli felici è una cosa che fa star bene anche me».
E li vede spesso felici i suoi piccolini dell’Atletico Carrara che due volte la settimana seguono passo passo le sue parole, senza lamentarsi, pronti a dare il meglio anche se per loro non esiste ancora un campionato vero e proprio ma i tornei, quelli sì.
«Ne abbiamo disputato uno a Forte dei Marmi - racconta Virginia - alla fine tutti i partecipanti hanno ricevuto una medaglia: i miei piccolini si sono commossi, è stata una sensazione davvero molto bella, una sensazione che ripaga da tutti i sacrifici».
Sì perché fra lo studio, la vita da pendolare a Pisa per l’Università e gli allenamenti («a volte anche il sabato quando ci sono impegni particolari») di tempo libero a Virgina non ne rimane poi tantissimo. «Ma riesco a organizzarmi benissimo, le amiche, quelle vere, conoscono e capiscono la mia passione».
E per capire che Virginia ha scelto la strada giusta basta vederla in campo: i bambini pendono dalle sue labbra, la seguono con serietà e ce la mettono tutta per fare del proprio meglio, per far vedere alla loro allenatrice che hanno capito la lezione e che sono pronti a dare il massimo.
Resta una curiosità: «Virginia ma i bambini come la chiamano? Mister?»
«Si di solito mi chiamano proprio così: mister. Ma a volte gli scappa un “maestra”: sono davvero dolcissimi». —
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