Finanza
Se l’antifurto è una chat
A Pariana, San Carlo e Tombara funziona il controllo di vicinato Venerdì la prima fotografia di sconosciuti tra i viottoli aveva allertato l’intera comunità
massa. San Carlo, Pariana e Tombara sono zone che i ladri hanno bazzicato parecchio. Così tanto che i residenti hanno deciso di fare fronte comune: una chat whatsapp con un’ottantina di membri e un sistema condiviso di controllo di vicinato. Sistema segnalato con tanto di cartelli e “battezzato”, ormai un anno e mezzo fa, dall’allora amministrazione Volpi. Un progetto lontano dal concetto del “farsi giustizia da soli”, piuttosto una forma di condivisione delle informazioni e riscoperta della dimensione collettiva e di comunità. In collaborazione con le forze dell’ordine e la Prefettura. Un sistema che si traduce nel far sapere a tutti i residenti cosa succede, se ci sono persone sospette, se qualche cane abbaia all’impazzata perché ha notato qualcosa di strano. Sistema che funziona e ha funzionato anche venerdì sera.
Sulla chat dei residenti arriva la fotografia scattata dalle telecamere di Donatella Bonvini: due persone a Tombara si aggirano tra i viottoli. È buio e non si accorgono di essere riprese. «I lampioni del mio giardino - spiega Donatella - erano spenti e i due molto probabilmente non hanno notato le videocamere ad infrarossi. Sono rimasti intorno a casa mia per circa 15 minuti, come se nulla fosse. Dalle immagini è evidente che stessero facendo una vera e propria ispezione: indicano punti, zone. Dopo un quarto d’ora si sono allontanati e hanno imboccato una stradina». La stradina che conduce fino a casa dell’avvocato Corrado Ceccarelli.
Appena si accorge delle immagini immortalate dalla videocamera, la figlia di Donatella le posta sulla chat e l’intera Tombara è in allerta. Poco dopo ne arrivano altre di immagini perché è un’altra telecamere ad essersi messa “a lavoro”: quella a casa Ceccarelli. Il ladro lì è riuscito ad entrare e sta facendo man bassa. Anche l’avvocato quella immagine la posta sulla chat e i residenti si mettono in allerta». Da quelle parti abita poca gente, ma chi in Tombara ci vive si sente comunità e quel concetto di comunità lo declina in aiuto. Così mentre le volanti della polizia, allertate da Corrado Ceccarelli, si precipitano in Tombara e mentre l’avvocato e la moglie rientrano dalla pizzeria, una dozzina di persone raggiunge l’abitazione. I tre cani non abbaiano, probabilmente sono stati picchiati o storditi.
«Quando siamo arrivati - racconta Ceccarelli - ho trovato 12 persone ad attendermi. Tutti miei vicini. Il ladro deve essersi reso conto della situazione ed è fuggito». Il resto lo hanno fatto le luci blu della volonte.
Livio Angeloni, 83 anni, una vita in Tombara, sulla chat non c’è, ma la notizia del furto è arrivata anche a lui: mi hanno avvisato subito che i ladri si stavano aggirando tra le nostre case. Del resto ho sentito i cani di mia nipote abbaiare con insistenza, ho capito che qualcosa li preoccupava. Ci siamo subito messi in comunicazione, pronti a darci una mano. Un antifurto che funziona: informazioni condivise, comunità, collaborazione. —C.S.
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