Il Tirreno

truffe alle assicurazioni 

«Porta i soldi al dottore così ti fa i documenti»

Manuela D’Angelo
«Porta i soldi al dottore così ti fa i documenti»

In questo modo, per l’accusa, Federico Radicchi metteva in contatto un medico con chi voleva ottenere un risarcimento con i certificati fasulli

3 MINUTI DI LETTURA





massa. Truffe alle assicurazioni: secondo la maxi inchiesta della Procura, che ha portato all’arresto di 17 persone e 130 indagati, il leader della prima associazione a delinquere risulterebbe l’avvocato Federico Radicchi, massese. Tra i “compiti” di Radicchi, secondo quanto appreso dalla Procura attraverso le intercettazioni telefoniche, ci sarebbe stato anche quello di cercare persone che fossero accondiscendenti nell’utilizzare una falsa certificazione medica, per ottenere il risarcimento. In una conversazione telefonica, Radicchi (R) fornisce ad una persona (P) il numero di telefono del dottor Cesare Tonini, affinché i due possano mettersi d’accordo. R: “per te, allora, ascolta, segnati il suo numero.. è, il dottor Tonini, che ce l'ho qua davanti…Allora, ascolta io gli ho dato i tuoi documenti, ok?” P: “ok”. R: “allora, lo chiami, quando ti pare, e niente e ti metti d’accordo per andare da lui…nel senso… i soldi a lui, quelli glieli devi dare subito, perché lui ti fa la documentazione”.

La persona dall’altra parte del telefono chiede quanti soldi servano e Radicchi parla direttamente con Tonini (T) che ha di fianco. R: “quant'è Cesare?”. T: “due e venti”. R: “a lui subito”. P: “va bene, va bene”. R: “aspetta che te lo passo, aspetta”. Radicchi passa l’apparecchio direttamente a Tonini (T). T: “pronto? buonasera, mi dica”. P: “quando posso venire da lei?”. T: “eh, per me ci vuole qualche giorno perché devo preparare la relazione completa...quando sono pronto gli mando un messaggio, va bene?". P: “va bene, allora due e venti…gli devo portare due e venti subito?”. T: “esatto, poi il resto lo facciamo quando è finito la pratica”.

Ma da una ulteriore conversazione intercettata dalla Procura il 27 febbraio del 2017, tra Radicchi (R) e la persona (P) che fu contattata per il falso certificato, emerge che quest’ultima non aveva la somma richiesta dal dr. Tonini, che quindi non aveva firmato il certificato. P: “Ciao Federico, senti, io oggi dovevo anda dal dottore..ti dico la verità...non ciò disponibili i duecentoventi euro per portarglieli, ti dò la mia parola... te li do a te, te li do”. R: “no, ma non è quello il fatto, perché.. ti spiego, anche lui con me, eh... mi fa così..non me li dà neanche a me capito? non è perché sei te, è che non me lo dà (il certificato ndr) a me..”. P: “perché gli ho scritto, io prima di sabato non ce l'ho, questa settimana qua devo riscuotere sai? e lui m'ha detto.. sabato è lontano chiama l'avvocato". R: “e allora dai, lo provo a sentire io”. P: “si, io gli ho scritto che ci andavo, perché...ieri sera, siccome io vendo le arselle, faccio...un ristorante mi doveva pagare, e mi ha rimandato a venerdì".

In effetti Radicchi (R) sembra prodigarsi per far avere al suo “cliente” il certificato nonostante non avesse ancora pagato 220 euro e chiama Tonini (T). R: “ciao scusami se sei a casa... ti volevo dire... praticamente... ho i soldi di (omissis).. ci incontriamo?”. T: “è duro quel fanto lì... è duro”. R: “perché ?”. T: gli ho detto lascia stare il telefono... me lo dici... (bestemmia)...stai a sentire... domani dove sei.. e a che ora...”. R: “allora, io domani mattina sul presto sono impegnato in Tribunale... poi dopo ci sono tutta la mattina e domani pomeriggio mi trovi...”. T: “Va bene... almeno facciamo il punto della cosa... vengo laggiù e ti faccio vedere quello che mi è rimasto...”. —

Manuela D’Angelo

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa