Il Tirreno

l’appello 

«Non perdiamo la memoria fisica di un pezzo della nostra storia del ’900»

T. G.

1 MINUTI DI LETTURA





carrara. L’appello lanciato alla città dallo storico Luca Borghini è quello di non perdere la memoria fisica di un pezzo della sua storia del Novecento senza far nulla (o quasi) per impedire ciò. «La Ferrovia Marmifera privata di Carrara – questo il nome corretto della più familiare Marmifera – era la strada ferrata che collegava il porto di Marina di Carrara alle cave di marmo. Recuperare la storia della Ferrovia Marmifera – afferma – si può fare partendo da ciò che di autentico rimane di essa: le stazioni nei bacini marmiferi. Sarebbero due le stazioni più indicate per fare ciò: Ravaccione e Tarnone. Quest’ultima è stata ristrutturata anni fa ma da allora è in stato di abbandono. Non dimenticando che la stazione di Fantiscritti ha altri usi e che la stazione di Colonnata oltre ad essere abbandonata non è stata, incredibilmente, inserita nel piano di recupero del parcheggio del paese, rendendo così necessario un adeguamento in tal senso. Aprire i locali e renderli (finalmente) utilizzabili strapperebbe la stazione del Tarnone dalla condizione di abbandono». Borghini cita il Piuss del 2008 come occasione persa: «Già prevedeva parcheggio, meeting point integrato a servizi vari e uno spazio espositivo». –

T. G.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore