Il Tirreno

Maurizia Cacciatori: orgogliosa di essere di Carrara

Nicola Morosini
Maurizia Cacciatori: orgogliosa di essere di Carrara

la presentazione del suo libro “senza rete” a carrarafiere 

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CARRARA. «In questi ultimi mesi ho presentato questo libro in tutta Italia, da nord a sud ma se devo essere sincera e posso dire senza retorica che sono particolarmente emozionata di essere qui nella mia città davanti a molte persone con cui ho condiviso la mia gioventù. Sono sempre stata e sempre sarò orgogliosa di essere nata a Carrara». Con queste parole Maurizia Cacciatori ha voluto aprire la sua presentazione del suo “lifebook” “Senza rete” incontrando i suoi concittadini e molti amici nella sala del Centro direzionale di Carrara Fiere, un numeroso pubblico che più volte l'ha applaudita.

Evento presentato ottimamente da Nicola Del Nero che ha preso spunto da alcuni passaggi del libro per far conoscere a chi non ha ancora letto il libro una Maurizia diversa da quella nota a tutti gli sportivi del parquet. Una Maurizia sincera e diretta che ha raccontato, facendo divertire la platea, alcuni aneddoti presenti più specificatamente nel libro; e un attimo di grande commozione c’è stato al ricordo del suo maestro di vita pallavolista ovvero Giuseppe Giannetti.

«Ci tenevo molto ma purtroppo non ho fatto in tempo a farglielo leggere ma so che lui è lassù orgoglioso. Non dimenticherò mai da ragazzina le battaglie con lui per il fatto di essere andata al mare prima degli allenamenti e le sue camminate sulla battigia per controllarci».

«Questo libro - ha aggiunto - nasce dalla necessità di lasciare un'eredità ai miei figli. Non avevo mai avuto l'esigenza di scrivere un lifebook ma pensando a loro ho deciso di prendere la penna. Questo in tutta sincerità è l'unico motivo. Fare capire loro come la mamma non si sia mai arresa, la volontà di mettersi in gioco ed allo stesso tempo fare squadra con i valori dello sport. Capiranno che non bisogna mai tirarsi indietro. Un dna tutto carrarino nonostante, se devo essere sincera fino in fondo, mio figlio si senta livornese al 100%».

La Nazionale e la cocente esclusione del 2002 ad opera dell'allora Ct Marco Bonitta. «E' stato un brutto colpo, avevamo lavorato molto e sodo per arrivare al Mondiale. Un colpo talmente pesante che decisi di andare al cinema la sera della finale poi vinta. Nonostante ciò nei giorni successivi la gente per strada si complimentava con me. Bonitta? Lasciamo perdere. Anche se nel libro non mi sono certo dimenticata di lui. In fondo nella vita ognuno incontra prima o poi il suo Bonitta... Nella mia carriera ho vinto diciassette trofei ma in casa mia non c'è una targa o una coppa tanto che i miei figli stanno mettendo in dubbio la mia carriera».

Riguardo alla vita sentimentale, qualche parola sulla relazione con Pozzecco: «Gli ho salvato la vita - dice ridendo - e lo sa anche lui». Il marito è Francesco “Orso”, per Maurizia “Botta” Orsini, ex cestista livornese , l'unico, dice, ad averla fatta sentire vulnerabile e non regista anche dei sentimenti. Alla fine Maurizia si è intrattenuta con i presenti per il classico “firmacopie” tra baci e strette di mano e tanti ricordi d'infanzia. Un breve ma dolce ritorno a casa dopo tanto peregrinare in Europa e nel mondo. —

Nicola Morosini

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