Gioco
Investe in diamanti per il futuro della figlia disabile: truffata
Si è presentata in lacrime allo sportello di Confconsumatori. C’è chi è arrivato a impegnare anche 150mila euro
massa. Pensava di avere fatto un investimento certo, di avere messo un freno alle sfortune della vita osando un po’; quel piccolo patrimonio in diamanti se lo sognava la notte, era la sua piccola certezza per quando non ci sarebbe stata più, così da lasciare asua figlia qualche certezza. E quando tutto è andato in frantumi, e ha capito di essere stata truffata, si è presentata allo sportello di Confconsumatori. In lacrime. . Poco o tanto, sono concetti relativi. Al portafogli, prima di tutto. Alle speranze, forse anche di più, quelle che nessuna assicurazione risarcisce e che difficilmente i tribunali garantiscono. L’anziana donna aveva ricevuto i soldi investiti nei diamanti da una piccola, ma per lei importante, eredità materna. Soldi utili, benedetti, perché le consentivano di guardare al futuro. Non il suo, ma quello della figlia disabile, pensando a come avrebbe dovuto organizzarsi, dato che non può lavorare, quando lei non ci sarebbe stata più. E quella chiamata dalla banca con la proposta di un investimento sicuro le aveva dato fiducia. E ottimismo.
«Per come la vedo io - spiega l’avvocata Francesca Galloni di Confconsumatori, che di questi casi ne sta seguendo tanti - la colpa principale è delle banche. Non si tratta di persone che hanno chiamato chiedendo d’investire, ma sono stati gli sportelli a contattare i clienti». Sfruttando il legame di fiducia che, specie in una piccola cittadina, si crea con le persone prima che con il nome dell’istituto.
«Sono sorpresa dal numero di persone che ci hanno contattati - continua Galloni - solo da noi sono arrivati almeno 40 casi. E altri si sono rivolti altrove. È un numero altissimo considerati gli abitanti».
C’è chi investe di più e chi meno. Può sembrare strano, ma sono proprio quest’ultimi i più disperati. «Ci avevano messo i loro risparmi, magari 5mila euro, per loro erano tanti. E ora si sentono perduti». E certo non ride neppure chi, come è successo sotto le Apuane, è arrivato a investire 60mila o 150mila euro. «Sono due casi che sto trattando - conferma Galloni - il problema è che le banche, anche quando rimborsano, propongono il 30%. Una signora è stata contattata dal Monte dei Paschi con una proposta simile sei mesi fa. Ancora aspetta i soldi». —
Libero Red Dolce
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