Il Tirreno

il comitato contro Cava Fornace 

«Da noi nessuna lacuna, alla discarica invece tante»

«Da noi nessuna lacuna, alla discarica invece tante»

Per gli attivisti non c’è ancora l’obbligatorio Parere Igienico Sanitario «Mai emesso da un sindaco, non risulta né a Montignoso né a Pietrasanta» 

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MONTIGNOSO. Il Comitato contro la discarica, in una nota, scrive di essere perplesso delle risposte della società Paa (Programma Ambiente Apuane).

«Non siamo certamente noi “lacunosi e pressapochisti”, al contrario di qualcun altro, non dobbiamo raccontare nulla, ci basiamo su carte, documenti e atti, quelli che ci sono e quelli che non ci sono, come il Parere Igienico-Sanitario, documento obbligatorio e mancante, mai emesso da nessun sindaco, né di Montignoso né di Pietrasanta, che deve integrare chiaramente studi e note derivate da Asl e Arpat e che deve essere emesso dalla massima autorità sanitaria locale ovvero dal sindaco. Vogliamo ricordare che, ad oggi, le “dettagliate” analisi ambientali mancano di controlli periodici sulla presenza dell’amianto in falda e nelle acque superficiali, manca una centralina fissa per la verifica di polveri sottili e amianto a monitoraggio continuo, che era stata più volte richiesta, anche dalla Commissione comunale di controllo, l’Aia è stata sì, nel tempo integrata, come prevede la legge, ma per l’aumento dei codici e dei materiali stoccabili in discarica, come richiesti da Paa nel 2013 , e che per tali codici, si riporta testualmente fu deciso di “non sottoporre a VIA il conferimento in discarica… dei seguenti rifiuti” (sopra elencati)».

Passano poi al piano di monitoraggio. «Fino alla revisione del 2013/12, questo comprendeva 6 piezometri freatici (pz 5, 6, 8bis, 9, 10), 1 piezometro artesiano (pz8) e 2 sorgenti (s1/s3), ma già in quel frangente venivano aboliti i controlli sul Pz8 bis che si trova all’interno del lago di porta e sul pz1, quello artesiano sempre esterno alla discarica, che a nostro avviso erano molto importanti per le verifiche ambientali. Ma il ridimensionamento di questi controlli non finisce qui, difatti nel 2016 su richiesta di Paa (611) viene di nuovo modificato il piano di monitoraggio, vengono ridotti i punti di controllo che hanno i limiti di guardia (Pz 5, 7, 8, S1) e su ogni punto di controllo vengono variati, in deroga, i limiti di guardia, ad esempio sul Pz7 vengono variati i solfati da 250 a 500, sul Pz8 da 250 a 550. Tutte queste modifiche, a nostro modesto parere, non possono essere considerate migliorative. Passando ai riferimenti fatti da Paa sulla Conferenza dei servizi del 2011, leggendo il verbale, si evidenzia che l’ASL non ne prese direttamente parte, ma si riservò di inviare il proprio contributo scritto, per quanto fosse di loro competenza. Per il richiamo fatto dai responsabili di PAA sull’ Inchiesta pubblica, conclusasi nell’aprile del 2009, dopo un seguitissimo iter durato 5 mesi, si legge che nella relazione geologica presentata dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa veniva affermato, a conclusione dello studio, che “ per quanto sopra evidenziato, il parere dal punto di vista della caratterizzazione geologica sulla fattibilità del progetto è negativo” e nel parere finale della stessa Inchiesta il Presidente concluse scrivendo: «Alla luce di quanto sopra ritengo necessario per il caso in esame applicare quelle che sono le finalità di una Valutazione di Impatto Ambientale, cioè effettuare una valutazione complessiva degli impatti di un’opera in relazione alle specificità di un sito a prescindere dal fatto che si tratti di un’opera nuova o di una esistente». —

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