Sicurezza
«Lavello, in tanti sapevano e si sono voltati dall’altra parte»
L’indagine sui tecnici Arpat, accusati di non aver segnalato problemi con gli olii e sull’abbandono di rifiuti: il Comitato apuano plaude all’azione dei magistrati
massa-carrara. Il Comitato apuano ambiente e salute esprime la sua soddisfazione per gli ultimi risvolti delle indagini sul depuratore Lavello 1, oggi sotto sequestro della procura. Un altro avviso di garanzia, come scritto ieri dal Tirreno, è stato recapitato a due tecnici di Arpat Marco Bertolini e Giuliano Corsini che, secondo gli inquirenti, avrebbero aiutato i gestori del depuratore Lavello 1 a eludere delle indagini in corso. Avrebbero infatti omesso dai verbali il malfunzionamento dell’impianto di disoleatura e e dissabbiatura. «Quello che succedeva è stato finalmente smascherato – commenta Flavio Franciosi, uno dei membri fondatori del Comitato – tutti sapevano che il Lavello fosse inquinato, eppure si sono girati dall’altra parte. Se non ci fossero state le assidue segnalazioni dei residenti, amplificate dall’alacre lavoro dei giornalisti e dall’impegno di alcuni esponenti della politica, non sarebbe mai cambiato nulla». Gli ultimi sviluppi delle indagini, a suo dire, gettano ombre sulla Agenzia regionale per la protezione ambientale – almeno a livello locale. «Mi chiedo a questo punto se i controlli relativi al Cermec, alle emissioni dell’antenna di via Bulderini, al bosco urbano siano valevoli – ha commentato Franciosi – forse servirebbe un organo di controllo terzo svincolato dalla politica, o per lo meno un ente che dia un parere alternativo a quello di Arpat. Ricordo poi all’amministrazione di Carrara che nel programma elettorale dei Cinque stelle è scritto che nelle fognature di acque chiare andrebbero inseriti dei filtri. Un provvedimento giusto, che andrebbe attuato il prima possibile».
Anche Paola Del Freo, residente nei pressi del depuratore Lavello 1 e membro del Comitato, fa eco a Franciosi: «È vergognoso che a tutelare la salute pubblica vi siano persone che fanno gli interessi dei Comuni e delle grandi aziende. Ad oggi non ci possiamo fidare di persone che dovrebbero salvaguardare la salute pubblica, e ciò è semplicemente imbarazzante».
È stato Franco Ceccarelli (Forza Italia Massa) a presentare l’esposto in procura. «Come membro del coordinamento provinciale di Forza Italia chiedo che l’ex assessore all’ambiente si assuma le responsabilità – ha affermato – e che coloro che in passato hanno fatto parte della commissione ambiente, e oggi siedono in Consiglio comunale, si dimettano immediatamente. Chiedo chiarezza su cosa sia successo nei nei Comuni di Massa e Carrara. Sembra che le istituzioni siano state conniventi: nessuno ha visto niente nonostante le continue lamentele dei cittadini. La procura ha parlato di almeno sette anni di illeciti. Anche i dipendenti dell’Arpat sono stati conniventi: sapevano, ma hanno taciuto per esigenze politiche o per salvaguardare il proprio posto di lavoro. Così hanno creato nocumento alla salute dei cittadini e un danno ambientale e d’immagine alla città». –
Irene Rubino
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