Il Tirreno

processo agli attivisti 

Occupazione in via Stradella: «Pagò il Comune»

L.R.D.
Occupazione in via Stradella: «Pagò il Comune»

Lo stabile fu occupato per qualche tempo dai Carc come sede del partito ma era sfitto da molto tempo Il 12 aprile prossima udienza

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massa. Prima udienza in tribunale per il processo a carico di quattro attivisti del partito dei Carc, colpevoli secondo l’accusa di avere occupato abusivamente un immobile in via Stradella, un fondo sfitto diventato per qualche tempo la sede dell’organizzazione. Il processo, ce n’è già stato uno in cui furono condannati, è relativo al periodo di permanenza nello stabile dal momento della sentenza all’effettiva restituzione dello stesso, avvenuta qualche mese dopo.

Tra i testimoni chiamati a raccontare i fatti c’è l’amministratore del condominio, che racconta la genesi della vicenda. «Io avevo recepito le lamentele degli altri condomini, riguardo a una serie di rumori molesti che secondo loro arrivavano dall’immobile, anche in tarda serata. Erano segnalazioni di persone che vivevano lì, ma io non ho mai visto i quattro imputati, ho solo sentito le lamentele generiche riguardo a questi disturbi della quiete».

L’amministratore avvertì il Comune: «Mi fu risposto che non c’era niente da fare vista l’occupazione. Ogni tanto si occupavano di pagare le utenza, a volte forfaittarie altre volte a consumo. Prima dei Carc c’era stata una famiglia, situazioni un po’ pesanti. Poi però il fondo era rimasto sfitto a lungo fino all’occupazione».

L’avvocata Michela Poletti, che difende gli attivisti, ha fatto alcune contestazioni al teste riguardo al periodo di occupazione, che non risultava combaciare con le dichiarazioni rese quando fu sentito per la prima volta per le sommarie informazioni.

Non era presente in aula, per un malanno, il dirigente comunale, che sarà ascoltato nella prossima udienza, che è stata fissata per il 12 aprile. —

L.R.D.

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