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la polemica 

Crematorio, l’opposizione attacca sui costi

Irene Rubino
Crematorio, l’opposizione attacca sui costi

In commissione i vertici di Apuafarma hanno parlato degli incassi: 540mila euro, di cui 220mila reinvestiti nei cimiteri

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CARRARA. Tempio crematorio, l’opposizione attacca: la contabilità del servizio va messa nero su bianco per decidere come reinvestire gli utili. Ieri la commissione risorse economiche e la ambiente si sono riunite per ascoltare Luca Cimino e Maria Gemma Ceccarelli, rispettivamente presidente e membro del consiglio di amministrazione di Apuafarma, e la presidente di Amia Lucia Venuti.

Da quando è entrato in funzione, il crematorio ha incassato circa 540 mila 700 euro, 220 mila dei quali sono stati investiti nella ristrutturazione dei cimiteri: questi i dati forniti da Cimino. Il forno è arrivato in un anno quasi al migliaio di cremazioni, più precisamente 993, di cui 526 residenti a Carrara, 115 a Massa, 125 in Comuni della provincia, 84 a Sarzana e 143 in Comuni fuori provincia.

Le analisi quindicinali relative all’impatto ambientale, eseguite sotto il controllo di Arpat, sarebbero confortanti. Tuttavia, il presidente di Apuafarma non ha fornito alcuna informazione sui costi sostenuti. «Non abbiamo un centro di costo dedicato al crematorio – ha spiegato – pertanto non si possono scorporare entrate e uscite del crematorio da quelle dei servizi cimiteriali nel loro complesso. Il bilancio, poi, non è ancora pronto». Cimino ha assicurato di aver perseguito l’indirizzo dell’amministrazione verso il pareggio di bilancio e di aver predisposto un budget dei servizi cimiteriali per il 2019. La consigliera Giuseppina Andreazzoli (Psi ha chiesto di poter consultare per lo meno dei dati parziali. Gli ha fatto eco Cristiano Bottici (Pd): «È alquanto strano che il crematorio non abbia una sua contabilità, un budget previsionale deve tener conto di costi e ricavi. E dire che si tratta di calcoli banali». Lorenzo Lapucci (Fi) ha suggerito che, una volta calcolati gli utili, si potrebbe pensare di abbassare le tariffe per le cremazioni; Luca Barattini (Pd) di investire i denari nel settore delle scuole e delle mense, per abbassare i costi per le famiglie o assicurare un miglior inquadramento contrattuale alle cuoche. Sia Lapucci che Andrea Vannucci hanno fatto notare come il cda di Apuafarma abbia risposto a un indirizzo ben diverso da quello espresso dai 5 Stelle prima in campagna elettorale e poi in consiglio comunale: «Dicevate che il forno sarebbe stato aperto ai residenti e ai comuni limitrofi il minimo necessario per arrivare al pareggio finanziario. L’impressione è che non riveliate i ricavi del forno perché in tal caso dovreste ammettere di aver cambiato idea». —

Irene Rubino

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