La manifestazione
Omicidio Casonato, a marzo la sentenza
Il perito ha stabilito che lo psichiatra è capace di intendere e di volere. Il 27 la discussione per la morte del fratello Piero
massa. Arriveranno a primavera probabilmente le due sentenze attese per Marco Casonato, assistito dall’avvocato Riccardo Balatri. La più attesa è quella del processo per l’omicidio del fratello Piero, l’udienza per la discussione è stata fissata ieri dal giudice Ermanno De Mattia per il 27 marzo prossimo. Ma non è l’unico processo per lo psichiatra: circa una settimana prima, il 19 marzo, dovrà comparire di fronte al tribunale anche per il caso di Villa Massoni, processo nel quale gli viene contestato il reato di danneggiamento al patrimonio artistico e archeologico nazionale (previsto dall’articolo 733 del codice penale).
Ieri in aula, dopo una serie di rinvii, per il caso dell’omicidio è stato ascoltato il perito del tribunale Gabriele Rocca. L’avvocato Balatri infatti aveva richiesto una perizia sulla condizione psicologica dell’uomo, per stabilire la capacità vera e propria di partecipare al processo. E il perito ieri, rimanendo sulle sue posizioni, ha stabilito che Marco Casonato è capace di intendere e di volere.
Secondo il perito infatti l’uomo è rimasto coerente, anche nei momenti immediatamente successivi alla morte del fratello, continuando a dare delle versioni sensate, senza segnali di squilibrio.
Secondo il legale invece, che anche ieri in aula ha cercato di mostrare una serie di incongruenze, il comportamento di Casonato sarebbe stato strano. L’uomo sarebbe stato sottoposto infatti in quel periodo a uno stress tale da compromettere le sue facoltà di discernimento.
Il legale in aula, interrogando il consulente, ha messo in rilievo quelle che ha definito alcune «stranezze» nel comportamento del suo assistito nei momenti successivi al triste fatto. Con il fratello appena finito sotto le ruote dell’auto, già morto, l’uomo infatti avrebbe prima chiamato i carabinieri per avvisarli, poi l’avvocato e la compagna. Ma c’è stata un’ultima telefonata alquanto bizzarra: Casonato infatti avrebbe chiamato anche una persona, per questioni lavorative, per trattare di un rimborso dovuto per un convegno. Un atteggiamento molto strano, secondo la difesa, per un uomo consapevole di avere appena compiuto un fratricidio.
Il giudice ha ascoltato quanto stabilito dal perito e alla fine ha rinviato le parti - l’accusa è sostenuta dalla pm Alessia Iacopini - al 27 marzo per la discussione.
Il 19 invece ci sarà la discussione per la questione della Villa, che s’intreccia con la storia della figlia non riconosciuta di Piero, nominata erede dal padre nel suo testamento. Figlia che durante il processo ha preso il cognome del padre. —
L.R.D.
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