Sicurezza
Marmo di Carrara, proposta di legge per tutelare il “marchio”
La deputata: ce lo chiede l’Europa e il governo deve impegnarsi a realizzarlo per dare dignità geografica e riconoscimento al distretto
CARRARA. Una proposta di legge sul marchio geografico di tutela del“marmo di Carrara”è stata presentata dalla deputata del Pd Martina Nardi alla Camera: «Ce lo chiede anche l’Europa, è previsto, e il governo deve impegnarsi a realizzarlo».
«Il distretto lapideo apuo-versiliese- spiega Martina Nardi- sta vivendo un processo di riposizionamento competitivo internazionale, vasto e carico di conseguenze, a causa, ad esempio, dell’ingresso di nuovi produttori internazionali e della diffusione crescente di tecnologie di automazione. D’altra parte, la pietra lavorata nel distretto apuo-versiliese ha raggiunto le più importanti costruzioni ed opere nel mondo, segno di un prestigio ed una tradizione consolidata nel tempo. Un valore che proviene dall’applicazione di severi standard di qualità, da un diffuso utilizzo delle più avanzate tecnologie e da una profonda e radicata cultura del marmo». «Anche le ricadute occupazionali ed economiche del distretto lapideo - continua la Nardi - sono rilevanti: ogni anno il valore della produzione delle 100 cave in attività sfiora i 200 milioni, mentre quello delle aziende che lavorano la pietra arriva a 800 milioni. Il fatturato aggregato del settore si avvicina dunque a 1 miliardo di euro. Le aziende sono più di 1.200 con cinquemila addetti più tremila nell’indotto. Il marmo estratto è circa 3,3 milioni di tonnellate, il 40 per cento lavorato direttamente negli stabilimenti della provincia».
«Appare quindi evidente- continua la Nardi - la necessità di favorire il riconoscimento del marchio geografico di tutela del “Marmo di Carrara”, estendendo e migliorando l'immagine dei prodotti italiani nei confronti dei consumatori e degli operatori commerciali nazionali ed internazionali; occorre una iniziativa normativa che non precluda ma rafforzi l’ipotesi di riconoscimento del marchio che a livello locale è stato avanzato in questi anni, consapevole del fatto che la tutela di un prodotto e di una lavorazione millenaria vanto del Made in Italy abbia bisogno anche di un sostegno e di una rilevanza». «Dunque impegno il Governo a promuovere il riconoscimento del marchio geografico di tutela del “Marmo di Carrara”- conclude la Nardi - al fine di certificare la qualità e l'eccellenza del prodotto, salvaguardare le aziende ed lavoratori della filiera dalla concorrenza sleale e tutelare la clientela dalle contraffazioni; in conformità con le disposizioni nazionali e comunitarie del settore». —
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