Il Tirreno

Apericena all’Ecuador per i bambini del Nord - Kivu

Camilla Palagi
Apericena all’Ecuador per i bambini del Nord - Kivu

l’iniziativa di solidarietà di domani con elia pegollo 

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MASSA. Non c’è pace in Nord - Kivu. E chissà mai se ce ne sarà. Tanta è la ricchezza che abita quel piccolo angolo dell’Africa centrale, troppa per lasciar vivere in tranquillità il popolo congolese. Con una serie di fotografie esposte al bar Ecuador di via del Pomario, il professor Elia Pegollo racconta proprio di quel luogo. E in particolare di quei bambini che ha incrociato per la prima volta nel 2001. È in quell'anno che il professore prende parte ad un simposio in Africa con i Beati costruttori di pace, l’associazione fondata nel 1985 da Don Albino Bizzotto. In quell’anno il professore incontra un altro uomo di chiesa, Don Giovanni Piumatti. «Si è presentato al simposio con alcuni abitanti del villaggio – racconta di lui Pegollo – di fronte ad una grande platea ha aperto uno striscione che diceva: lasciateci coltivare i nostri campi, lasciateci allevare i nostri figli e curare le persone che hanno bisogno di noi. Tenetevi pure quello che ci avete rubato. Ma ridateci la pace». Purtroppo non è stato così. Laggiù la guerra continua ininterrottamente nonostante gli accordi di pace del 2002, che non si sono mai tradotti in pratica. Dal 1998 ad oggi, all'incirca, ci sono stati 6 milioni di vittime. A Kivu si produce il 60% della produzione mondiale di cobalto e l’80% della produzione di coltan. Quei materiali che vengono utilizzati per la realizzazione di oggetti tecnologici per servire l’altra faccia del mondo. A Kivu oltre alle miniere di oro e di diamanti, ci sono, appunto, questi due materiali. Per estrarli vengono impiegati bambini di ogni età che scavano a mani nude. «Da quando abbiamo iniziato a frequentare il villaggio di Muhanga, a Kivu, siamo riusciti a costruire una scuola, un reparto di maternità in mezzo alla foresta, un dispensario di medicine salva vita, una sala operatoria per i parti cesarei, un piccolo pronto soccorso. Aiutarli a casa loro significa però istruirli ad avvalorare le ricchezze che il loro territorio offre». Domani, dalle 19.30 in poi, al bar Ecuador, si terrà un apericena di solidarietà il cui ricavato verrà devoluto alla popolazione congolese, che il professore andrà a trovare nuovamente il 7 marzo. — Camilla Palagi

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