Lutto
Il legale di Spicciolino: nessuna riconciliazione E Carrara sia accogliente
carrara. Riccardo Martini è il legale di Umberto Mottini, Spicciolino, aggredito nei giorni scorsi in via Roma. Ci tiene a precisare che se «è vero che c’è stato un incontro col fratello della vittima, fortemente voluto dall’aggressore e finalizzato, essenzialmente, ad esortare alla remissione della denuncia sporta da Umberto, a quell’incontro - assicura il legale - non è possibile attribuire alcun caratteri riconciliativo». Martini aggiunge inoltre che «nessuna comitiva si è diretta presso il Comune per trovare una collocazione stabile ad Umberto, come invece viene descritto da alcuni organi di stampa. Mi preme sottolineare che è alquanto insidiosa l’idea per cui aiutare Umberto significhi rimuovere Umberto; quella per la quale aiutare una persona con simili problemi coincida, inevitabilmente, con la sua segregazione o la mutilazione delle sue libertà e delle sue facoltà. Questa idea deve essere combattuta, in quanto nasconde in sé - motiva l’avvocato - una visione dell’uomo che lo concepisce privo di un’intrinseca dignità, che lo coglie ed apprezza come utilità, piuttosto che come valore e fine. Da ultimo, Umberto e la sua famiglia vogliono precisare di non condividere le accuse mosse all’assessora Anna Galleni, per quanto sia vero che la strada da percorrere per il bene di Umberto è ancora lunga. Nel tempo che servirà a percorrerla, la speranza che deve essere nutrita è che Carrara torni ad essere fedele alla tradizione di tolleranza ed accoglienza che l’ha sempre contraddistinta».
Tolleranza ed apertura sottolineate anche da Fiorella Nari, presidentessa di Anffas che esprime solidarietà ad Umberto ed alla sua famiglia e «sconcerto di fronte ad un gratuito atto di violenza rivolto ad una persona la cui unica colpa è manifestare la sua fragilità, sconcerto anche di fronte all’indifferenza di chi era presente e non è intervenuto; atteggiamento non in sintonia col cuore di Carrara, aperta e solidale, che da sempre ha dimostrato attenzione e sensibilità verso le categorie più deboli. Mi auguro - conclude la Nari - che questo triste episodio accenda l’indignazione della società civile e stimoli profonda riflessione sul mondo della diversità in ottica inclusiva». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google