Gioco
Furbetti dell’alluvione, rimandato il processo: l’imputato è ammalato
massa. Doveva essere un altro giorno di processi per i casi dei cosiddetti furbetti dell’alluvione, ma questa volta l’imputato non è potuto comparire di fronte alla giudice Valentina Prudente: ha presentato un certificato medico per una malattia e dunque l’udienza slitta a questo punto al novembre prossimo.
Si trattava di una casa sul Carrione per la quale erano stati chiesti dei fondi, molto vicino al punto in cui i danni furono più gravi. Ma nel sopralluogo nella zona i tecnici del comune ravvisarono delle anomali: a quanto ritennero infatti quella casa era già cadente e malmessa prima dell’alluvione e i danni che venivano richiesti non erano da addebitare al cataclisma, ma si trattava di una serie di danni da abbandono precedenti. Si vedrà in aula a novembre a partire dalla testimonianza dell’imputata e da quella dei dipendenti comunali di ricostruire la situazione.
Ma a chi era destinato e, soprattutto, come si doveva fare per avere i cinquemila euro stanziati dalla Regione? In sostanza la Regione, con la legge 70, ha ammesso un contributo di solidarietà per le famiglie, pari a cinquemila euro, per le zone alluvionate di Massa, Lucca e Grosseto. I requisiti richiesti: un Isee inferiore ai 36.000 euro e l’abitazione stabile nel comune alluvionato. E non potevano naturalmente essere erogati più di cinquemila euro per nucleo familiare. Entro il 10 dicembre scorso sono pervenute a palazzo civico 566 domande: la Regione ha stanziato 2 milioni e 830.000 euro Da una prima scrematura sono state escluse 18 domande. Poi, per trasparenza amministrativa sono stati pubblicati i nomi di chi ha avuto il contributo. Ed è a quel punto che sono partire le segnalazioni. Da parte di vicini di casa, a volte anche parenti, che hanno denunciato dichiarazioni non veritiere e contributi ottenuti ingiustamente. Da qui si è messa in moto la macchina dei controlli e una quarantina di domande sono tutt’ora al vaglio della task force che, per quel che riguarda l’erogazione di contributi pubblici, è composta da Guardia di Finanza, Inps e Regione. —
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