Sicurezza
Precipita sul sentiero a Prati di Campocecina e si ferisce alla testa
sast e pegaso in azione: il ferito portato al noa per accertamenti
CARRARA. Un altro incidente in montagna (fortunatamente non altrettanto grave) a ventiquattro ore dalla tragedia costata la vita all’alpinista Matteo Scaramaglia sul monte Cavallo.
Questa volta l’incidente è avvenuto ieri nel primo pomeriggio a Campocecina.
Forse a fargli perdere l’equilibrio è stata una lastra di ghiaccio, insidia costata cara a un escursionista caduto nella zona dei Prati di Campocecina.
La Stazione Sast di Carrara e Lunigiana è stata attivata dal 118 per intervenire e portare in salvo il ferito.
L’uomo ha riportato un probabile trauma cranico ma non ha mai perso conoscenza perso conoscenza. L’elicottero Pegaso tre, in coordinamento con i tecnici a terra, ha recuperato l’infortunato ricoverato al Noa per accertamenti.
Si tratta, come abbiamo scritto, di un nuovo incidente in montagna dopo quello mortale di sabato.
Quanto basta per fare scattare l’allarme ma, soprattutto, per dare alcuni suggerimenti utili e necessari a chi, approfittando delle belle giornate che stanno caratterizzando questo febbraio, vogliono dedicarsi alle escursioni in montagna.
I consigli arrivano direttamente dal Sast toscano che ricorda: «In questo periodo l’insidia principale è legata alle temperature: di notte troviamo il ghiaccio che poi si scioglie nelle ore centrali del giorno a causa delle elevate temperature, per poi ghiacciare di nuovo la sera - spiegano dal Sast - Ebbene questo insieme al manto erboso tipico delle Apuane crea un terreno molto insidioso: è come camminare con i tacchi a spillo».
«Per questi motivi è necessario affrontare le escursioni con indumenti invernali, avere cappello e guanti e il telefonino con la batteria carica - continuano i consigli del Sast - Non solo una raccomandazione è quella di dotarsi dei teli in alluminio (quelli utilizzati anche sulle ambulanze), costano un euro e pesano un grammo e mezzo, ma si rivelano utilissimi in caso di debba attendere i soccorsi in zone impervie. Un’altra raccomandazione è quella di portare sempre con sè una pila e di dotarsi di ramponi, ma soprattutto di essere in grado di usarli».
Insomma la raccomandazione finale è quella di usare la massima prudenza e di non partire per la montagna senza le attrezzature giuste.
—
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
