Il Tirreno

la storia 

La fine del Battistini, il bar di Massa dove si decidevano le sorti della città

Aldo Antola
La fine del Battistini, il bar di Massa dove si decidevano le sorti della città

Tra caffè, partite a carte o a biliardo nello storico locale si svolgevano riunioni tra politici dove presero forma tanti progetti. Ora diventerà un sushi bar

3 MINUTI DI LETTURA





Massa. Ogni paese, ogni città ha i suoi punti di riferimento, nevralgici o nostalgici o solamente punti per fare “vasche”, come di dice. Per Massa dal dopoguerra ad oggi tutto questo è raccolto nello spazio fra il Bar Battistini e il teatro Guglielmi. In ogni città tutto si può modificare e trasformare, tranne i monumenti storici e pochi altri simbolici. A Massa se escludiamo il Castello Malaspina, i monumenti di Piazza Aranci, Piazza Mercurio, Piazza Garibaldi e il Teatro Guglielmi tutto il resto è transitorio. No, non è vero: c'è anche il bar Battistini e poche altre attività simbolo che sono considerate vere e proprie icone.

E in questi mesi è “venuto a mancare” proprio lo storico bar di via Eugenio Chiesa, locale dove tutti i massesi dagli anni della riorganizzazione in poi gli hanno fatto almeno qualche visita, salvo il calo degli ultimi anni quando andò un pò “fuori moda”. Quando nei primi giorni di gennaio 2019 sui giornali è apparsa la notizia della sua cessione per farne altra attività è stata una sorpresa generale: nooo tutti ripetevano, non è possibile! Che ci fosse un cambio di proprietà, che mantenesse la stessa attività, ci poteva stare, quel cambio repentino e a 180 gradi, invece no. Non era possibile accettarlo, ma è proprietà privata e nessuno poteva farci nulla. Ora resta l'insegna.

Almeno quella che non si tocchi, la scritta originale sopra il locale “Bar Battistini” deve rimanere, si sente dire nel punto di ritrovo davanti o nella passeggiata fino in piazza Aranci. “ Si rispetti almeno la “memoria” massese, cosi come è stato fatto in piazza Mercurio dove per esempio la farmacia Ramacciotti che ha dovuto trasferirsi ma ha lasciato la scritta in marmo, anche se ora dentro c'è una attività diversa, oppure c'è vicino l'insegna Brancadoro! Insomma sono simboli che devono restare.

A testimonianza di quanto i massesi tengano a queste cose ( ma è la stesso nelle altre città) subito dopo la folgorante notizia della cessione del Battistini (dove andrà una una attività cinese) sui social ci sono stati i commenti più singolari ed accorati. “Non è possibile che anche anche questo bar vada a sparire”, oppure “ ci andavo da adolescente quando marinavamo la scuola e stavamo lì dentro tutto il tempo fra un panino ed una partita a biliardo” ( negli anni cinquanta fino agli ottanta era famoso anche per i bellissimi biliardi e le grandi partite che ci facevano i nostri campioni) dice un altro, oppure gli attuali settantenni che ci giocavano grandi partite a scala o poker, ma soprattutto ricordano in molti l'importanza del bar era strategica politicamente dopo la costruzione del nuovo municipio! “ Li sono state prese decisioni di giunta importantissime – dice un vecchio politico – dove magari dopo le riunioni di giunta o soltanto anche nei giorni festivi ci si trovava per discutere di problemi e progetti, lì sono nati gli embrioni della costruzione del nuovo ospedale ( non il Noa ma quello ora chiuso, ora vecchio), lì sono nate le idee di costruire tante altre strade anche se poi i progetti tecnici venivano ridiscussi e portati avanti negli uffici”.

Insomma il Bar Battistini era una specie di “comune”, inteso come palazzo civico), un luogo dove fra una partita a carte o a biliardo nascevano spesso idee e iniziative di trasformazione della città.he per tutto questo bisogna salvare il Bar Battistini . —

Aldo Antola
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa