Sicurezza
Carrara: il clochard aggredito si racconta, l'aggressore passa, lo insulta e sputa per terra
Umberto, detto "Spicciolino": "Sono addolorato per quel che è successo, ma vado avanti". E mentre parla arriva il gesto di scherno e un insulto da parte del suo aggressore. Alcune persone si fermano invece per lasciare viveri o fargli l'elemosina
CARRARA. Con Umberto, il mendicante aggredito ieri nel centro storico, la città ha saputo mostrare un volto diverso: quello della solidarietà. Nonostante l’aggressore abbia rincarato la dose con uno sputo. . Al mattino il clochard di origine siciliana era stato preso a calci alle spalle all’improvviso nella centralissima via Roma nell’apparente indifferenza dei passanti. Ieri pomeriggio, venerdì 15 febbraio, si è mostrato di nuovo, livido e malconcio, sulla stessa strada. Si è messo a chiedere l’elemosina poco distante dal luogo in cui è stato picchiato, in direzione monti, ritrovandosi letteralmente subissato da messaggi di affetto e gesti d’aiuto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.17761340:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/carrara-clochard-aggredito-e-picchiato-nell-indifferenza-dei-passanti/116202/117797]]
Ha già sporto denuncia per la violenza subita. Stefano, un altro senzatetto di origini lombarde e suo amico fraterno, ha scelto invece di sedersi sotto lo stesso portone dove si è consumata l’aggressione, insieme alla sua cagnolina. Una scelta cosciente, di denuncia.
Sono le 18 di venerdì 15. Umberto è scosso, fatica a raccontare l’accaduto: «Ero fermo qua, quest’uomo è arrivato, mi ha rincorso e mi ha dato un calcio», ricostruisce in breve. «Sono agitato – confessa – molto teso, devo ancora riprendermi. So solo che quello che è successo mi ha causato molto dolore, ma vado avanti. Vorrei dir questo: se in un giorno normale, come tanti, qualcuno va in giro e incappa in persone che lo infastidiscono, può confrontarsi con loro civilmente, nel rispetto delle regole. Poi, voglio dire: a chi non succede di sedersi un attimo e rilassarsi, chiudere gli occhi e risvegliarsi dopo cinque, dieci minuti?».
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.17761333:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17761333:1652454620/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
“Umbertino” ha vicino il suo amico clochard, ma non solo: i passanti si fermano a chiedergli come sta, cosa sia successo. Versano monetine nel suo bicchiere. Gli donano viveri e beni di prima necessità. Lo abbracciano, gli fanno carezze. Gli elargiscono consigli, invitandolo a chiedere aiuto e riportandolo a più miti consigli quando s’infervora troppo. Pur condannando fermamente il gesto dell’aggressore, che a un certo punto si fa vivo.
Proprio nel momento in cui la vittima dell’aggressione afferma di aver sporto denuncia per quanto accaduto, l’uomo compare infatti alle sue spalle e grida: «Ma cosa denunci, scemo?» . Si allontana, viene raggiunto dal mendicante Stefano che ha con lui un confronto pacatissimo, poi scompare. Riappare un quarto d’ora dopo, proprio mentre una donna e suo figlio stanno donando a Umberto una busta della spesa colma di cibi amorevolmente preparati per lui. Passa alle sue spalle, sputa per terra proprio accanto ai suoi piedi e va oltre, in direzione di piazza d’Armi.
Ad un certo punto sopraggiunge il fratello di Umberto, Giancarlo Mottini, spinto dalla preoccupazione: vuole proteggerlo, portarlo a casa, lontano da dove è stato ferito. E dall’alcol. «Mio fratello non rilascerà alcuna dichiarazione, per il momento – ci dice – è in una situazione delicata e non vogliamo aggravarla. Parlerà quando si sarà ripreso, nei prossimi giorni. Per il momento potete confrontarvi con il nostro avvocato». Giancarlo ha lanciato pubblicamente un appello affinché chi ha girato il video si presenti ai carabinieri o contatti il loro avvocato per raccontare quanto avvenuto quel pomeriggio. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
