Il Tirreno

IN TRIBUNALE 

Morì sotto carroponte il socio è a processo

A.V.
Morì sotto carroponte il socio è a processo

L’accusa è omicidio colposo; l’imprenditore di 55 anni fu travolto nei capannoni dell’ex Michielotto a Boceda

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Mulazzo. Il socio della sua azienda di carpenteria pesante, la Cesam di Monopoli, è morto nel settembre del 2016, schiacciato dalla lastra di un carroponte, all’interno dei capannoni ex Michielotto, nella frazione di Boceda.

L’uomo stava rimuovendo il macchinario insieme ad alcuni colleghi e stava lavorando per conto della Elettromeccanica Sollevamenti srl, una società di Castelfranco Veneto che si occupa di bonificare aree industriali dismesse. Giovanni Tasselli, operaio di 55 anni, originario di Monopoli, ha perso soffocato da quel macchinario che gli è crollato addosso, mentre stava eseguendo un altro lavoro proprio sotto dove operavano gli altri.

Ieri in tribunale a Massa, davanti al giudice Valentina Prudente, si è aperto il processo che vede sul banco degli imputati Giuseppe Tarantino il cotitolare della ditta, che adesso conduce con gli eredi di Tasselli.

L’uomo ha risposto alle domande del pm Alessandra Conforti in merito al Dvr (documento di valutazione del rischio) relativo al lavoro che doveva essere realizzato a Boceda-

«Il mio socio aveva un’esperienza trentennale - ha detto in aula l’imprenditore pugliese - per noi tagliare un carroponte era una cosa semplicissima, di ordinaria amministrazione». Tarantino ha anche ricordato come erano suddivise le mansioni: lui si occupava della parte amministrativa, il socio di quella “pratica” quindi anche del sopralluogo in Lunigiana prima di avviare le fasi di smantellamento.

È stato quindi ricostruito l’incidente mortale.

All’inizio sembrava che le condizioni dell’uomo non fossero disperate. La prima chiamata di soccorso, arrivata in quel pomeriggio di settembre di tre anni fa, una manciata di minuti prima delle 18, parlava di una ferita alla gamba. Il paziente era cosciente. Ma al medico dell’ambulanza che è arrivata per prima in località Boceda il quadro clinico era sembrato subito ben più grave. L’operaio era sotto la macchina e probabilmente era già agonizzante. I vigili del fuoco intanto, non senza difficoltà, data la zona impervia, avevano issato il carroponte sulla gru per liberare il ferito. Il suo cuore aveva cessato di battere, proprio mentre il Pegaso, il mezzo dell’elisoccorso, era pronto a decollare per effettuare un trasporto disperato all’ospedale di Cisanello.

Il processo è stato aggiornato al mese di maggio per sentire i testimoni dell’accusa. —

A.V.

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