Gioco
«Le morti in cava mi hanno turbato, ho capito che si doveva fare di più»
Parla il procuratore capo: sulle vittime del marmo non bastava aprire fascicoli, sono nati i primi protocolli di sicurezza
«Nei mie anni da procuratore, anche questi ultimi trascorsi a Massa, ho sempre avuto una certezza, quella di trattare tutti allo stesso modo, perché tutti siamo uguali di fronte alla legge. Non ho fatto distinzioni, certe indagini, è vero, mi hanno fatto dispiacere, più di altre ma ho anche sempre pensato che fosse estremamente facile essere inflessibile con i deboli e accondiscendente verso i potenti».
Aldo Giubilaro parla davanti alla platea dell’assemblea di Italia Nostra che, in occasione del suo prossimo pensionamento (compirà 70 anni il 5 maggio) hanno voluto regalargli una targa come tributo del suo operato anche per quel che riguarda la partita “ambientale”.
«Non mi lascia indifferente questo riconoscimento - ha detto il procuratore capo - sarei falso e ipocrita se dicessi che non mi fa piacere, perché è un tributo al mio lavoro di magistrato. Io indosso la toga da 44 anni, sono in magistratura del 1975. Ma, a dire la verità, io magistrato la sonno da molto più tempo. A soli quattro anni giocavo con i codi di procedura penale e civile. Era il mio destino: l’idea di fare il magistrato è sempre stata più forte di me. Ho rifiutato proposte di lavoro allettanti, per cercare la giustizia. Questa per me è stata ed è una missione: quella frase, “la legge è uguale per tutti” è il faro a cui ho sempre guardato».
Il procuratore capo parla con grande franchezza del suo mandato in terra apuana, in quello che sembra un po’ come una sorta di bilancio.
«C’è stato qualcuno che, per una certa indagine è uscito sui giornali, ha detto che volevo fare solo carriera politica - ha sottolineato - Ebbene io l’ho detto e lo ripeto: io non voglio fare politica perché non sarei in grado di farla. Il mio mestiere, la mia missione è stata, è e sarà, quello di magistrato».
Il dottor Giubilaro ha toccato poi un argomento particolarmente caro alla platea di Italia Nostra, il tema ambientale.
«Le difficoltà che ho incontrato in questa terra in materia ambientale sono veramente grandi, ci vuole parecchio tempo per affrontarle e, soprattutto, ci vogliono forze a sufficienza. Io, procuratore, con cinque sostituti, non saremmo in grado di gestire da soli situazioni complesse come, ad esempio, quelle delle cave e più in generale del lapideo».
Ma, proprio parlando della questione marmo Aldo Giubilaro ha fatto una riflessione articolata.
«Ci sono stati anni difficili, penso al 2015, penso ai due morti in cava, e a tutte le altre vittime - ha sottolineato il procuratore - A un certo punto ho avuto la netta sensazione che aprire un fascicolo non bastava più. Che era il momento di fare qualcosa che partisse dalla prevenzione. Ci siamo visti io e il presidente della Regione Enrico Rossi ed è nato il primo protocollo per la sicurezza nelle cave: siamo arrivati a 5/6 controlli l’anno nei bacini marmiferi».
«Ma non solo sicurezza - continua - siamo riusciti anche ad ampliare i controlli ai temi ambientali. Certo ci vuole ancora tempo perché cambi la cultura e la mentalità ma la strada intrapresa è quella giusta».
«Ma attenzione- ha concluso - ad andare avanti ci vogliono anni, a tornare indietro solo minuti. Confido nel vostro ruolo come “pungolo” delle amministrazioni e delle istituzioni per tutto quello che riguarda i temi ambientali. È quello che state facendo e sono certo continuerete a fare in futuro». —
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