Sicurezza
Zuffa tra due donne in disco e poi il pugno: «Forza da uomo»
I fatti risalgono al luglio del 2014 durante una serata al Cocomania di Marina La lite forse per molestie da parte di alcuni amici, a processo per lesioni
massa. «Mi sono accorta che c’era una lite perché la signora stava urlando alla mia amica, aveva dei modi minacciosi. Poi l’ha presa per le braccia, l’ha tenuta e le ha dato un pugno. Tutto in pochi secondi. Sembrava un uomo». Quei pochi istanti di aggressività ora sono ripresi da tutte le angolature dei racconti, di testimoni e protagonisti, in un’aula di tribunale, perché la donna che fu aggredita denunciò l’accaduto e l’aggreditrice ora è a processo per lesioni. I fatti risalgono al luglio del 2014, nel locale Cocomania di Marina e furono coinvolte due donne entrambe sui 40 anni.
A testimoniare sono chiamati il buttafuori e due amiche della vittima. A cercare di dissipare la nebbia che in episodi come questi si crea, la difficoltà di ricostruire un evento accaduto in pochi istanti nella confusione di un locale con la musica e tante persone intorno.
Il primo a parlare è il buttafuori. «Io sono il più alto, il più vistoso tra i miei colleghi. ma posso giurare che non ho visto nulla», racconterà al giudice Biasotti. «Mi sono accorto dopo della confusione, anche i miei colleghi possono spiegarlo. Non mi ero accorto di comportamenti inadeguati, anche in passato c’erano state altre liti, era una cosa che capitava spesso. La ragazza spiegò che alcuni uomini la molestavano».
Una delle amiche della vittima spiega invece di avere visto la confusione attorno all’amica e di avere poi visto la donna che aggredì trascinata via da un altro uomo alto. A testimoniare per ultima è un’altra amica presente nel locale, ma incapace di fornire una ricostruzione dei fatti precisa riguardo all’accaduto. Non ha assistito al momento del pugno. «Ho visto la mia amica molto scossa, “sono stata aggredita”, mi ha detto subito. E mi ha detto che a colpirla era stata una donna». Forse a scatenare l’alterco e l’aggressione alcuni atteggiamenti pesanti e fuori luogo da parte di alcuni uomini presenti nel locale.
«Non ricordo ematomi ma la mia amica era stravolta», continua a raccontare la donna al giudice. «La donna che l’aggredì è molto forte, sembra un uomo per aspetto fisico. È una donna molto rigida, aggredì mia figlia un anno dopo, ma non c’è nessun collegamento con questa storia». —
Libero Red Dolce
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