Il dolore
«Il quartiere negli anni ha migliorato i servizi»
Le voci di Letizia Brizzi e Beatrice Piccini: «Qui ci sono tante attività si può girare a piedi e avere tutto a portata di mano»
AVENZA. C’è chi in questo quartiere è nato e cresciuto e continua ad abitarci; c’è, inoltre, chi ci passa frequentemente per lavoro o per gli affari della quotidianità: chi va in palestra, chi per un caffè, chi per una commissione in qualche attività.
Insomma, le “voci” che compongono il “coro” del Caffè Tirreno sono variegate.
È il caso per esempio di Letizia Brizzi e Beatrice Piccini che passano spesso in questa zona di Avenza, ieri per un caffè: la prima è nata e cresciuta proprio qui e ha visto i cambiamenti, anno dopo anno, del quartiere; l’altra, invece, frequenta spesso la zona. Due punti di vista diversi, ma entrambe, davanti a un caffè, promuovono la zona anche se qualche spunto per migliorare c’è sempre. «Ci sono cresciuta, a me piace perché è a misura d’uomo. Negli anni è migliorata molto, ci sono tante attività e volendo si potrebbe girare completamente a piedi e avere tutti i servizi necessari», commenta Letizia. Lei ci abita, l’altra vive il quartiere di passaggio: da entrambe, come detto, arriva l’ok per la tranquillità e la vivacità che la zona conserva soprattutto nei giorni feriali. Certo, si potrebbe fare un passo in più. «Cosa manca? – sottolineano in coro – Probabilmente potrebbero aumentare gli eventi. Qui la zona è tranquilla, ma quando le attività chiudono la sera, nei festivi e specialmente durante l’estate è ovvio che cala un po’. Si potrebbe migliorare quest’aspetto. Magari con qualche evento mirato, “extra”, rispetto a quelli che già ci sono. Ecco alcuni eventi in più non guasterebbero per dare maggiore respiro al quartiere anche oltre gli orari e i giorni di lavoro». —
Luca Barbieri
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