Il dolore
Si prostituiva in casa, il compagno è innocente
L’uomo, titolare del contratto di affitto dell’appartamento è finito a processo: assolto “perché il fatto non sussiste”
MASSA. Un annuncio su internet, in un sito di appuntamenti. E la promessa, esplicita di prestazioni sessuali.
I carabinieri da tempo monitoravano quella pagina on line e, in borghese, si sono presentati all’indirizzo di via Pisa, in centro a Marina di Massa.
All’interno dell’abitazione hanno trovato una giovane donna che, con il militare che si era presentato come cliente, ha subito offerto una prestazione sessuale completa, al prezzo di ottanta euro. Nel momento in cui i carabinieri sono intervenuti, questa volta in divisa, la giovane donna ha dichiarato che l’appartamento era stato affittato dal fidanzato, di origine romene, ed era lui a spingerla a prostituirsi. L’uomo si è ritrovato sotto processo ma ieri mattina è stato assolto, “perché il fatto non sussiste”. La ragazza, così è stato ricostruito nel corso del processo, faceva tutto da sola e all’insaputa del fidanzato, quando lui era fuori Marina di Massa, arrotondava le sue entrate ricorrendo a prestazioni sessuali a pagamento che pubblicizzava on-line, naturalmente con un nome di fantasia e con una scheda telefonica che non era quella utilizzata nelle conversazioni con il partner.
In tribunale è stata ricostruita tutta la vicenda e, nel corso dell’udienza di ieri mattina, è stato sentito proprio il carabiniere che nel maggio del 2012 si era presentato nell’appartamento in affitto in cui viveva la coppia romena.
L’uomo aveva suonato al citofono, dopo aver preso contatti telefonici dal numero trovato su internet, e una volta all’interno dell’abitazione aveva avuto un impatto con la giovane donna che non lasciava adito a dubbi: la signorina, infatti, gli aveva chiesto - così ha riferito al giudice - se voleva una prestazione sessuale completa e che, per quella, avrebbe dovuto sborsare ottanta euro. A quel punto erano intervenuti i colleghi, quelli non in borghese, e erano risalti al titolare del contratto di affitto, il romeno fidanzato della donna finita al centro della vicenda. E proprio l’uomo, è finito a processo per sfruttamento della prostituzione.
Ieri mattina il giudice ha ascoltato l’ultimo teste e dopo una breve camera di consiglio ha assolto l’imputato «perché il fatto non sussiste». Secondo la ricostruzione avvenuta nell’ambito del processo la donna avrebbe avviato da sola un’attività di cui il compagno sarebbe stato all’oscuro. Non solo, una volta scoperto tutto, si era perfino trovato anche sotto accusa. —
A.V.
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