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Sette denunciati per abusi demaniali sulle sponde del Magra

Sette denunciati per abusi demaniali sulle sponde del Magra

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ameglia. Maxi operazione congiunta di Guardia di finanza e carabinieri alla foce del fiume Magra, nello Spezzino, con l’ausilio anche di elicotteri e mezzi anfibi. L’operazione ha portato, in esecuzione di provvedimenti emessi dal giudice per le indgini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica della Spezia, al sequestro preventivo di un’area demaniale di 20 mila metri quadrati, lungo la sponda destra del fiume Magra, nel Comune di Ameglia (La Spezia) dove erano stati costruiti abusivamente un cantiere navale e 4 rimessaggi dove si provvedeva alla custodia e manutenzione di circa 50 barche.

I provvedimenti hanno riguardato sette persone, tutte italiane, adesso accusate a vario titolo di invasione di terreni e acque pubbliche, violazioni al Testo unico sull’edilizia, alla legge quadro sulle aree protette, al codice dei Beni culturali e illeciti relativi al Testo unico ambiente. Sono stati posti sotto sequestro, a carico delle 5 attività imprenditoriali, diversi pontili con attracchi, 3 manufatti ad uso abitativo, 2 piscine, 2 bar, nonché alcune decine fra autoveicoli, carrelli, ciclomotori, furgoni, gru, imbarcazioni e acquascooter. Nel corso delle ispezioni sono stati trovati rifiuti speciali e pericolosi, tra cui batterie al piombo, scarti di vetroresina, oli esausti, parti di motori nautici e, in generale, materiali di scarto inerenti proprio le lavorazioni di cantieristica nautica.

Le indagini sono state condotte con l’impiego di mezzi navali e aerei della Finanza, che hanno eseguito accurati rilievi fotografici. Era una situazione monitorata da tempo, dichiara il comandante della Guardia di Finanza, Massimo Benassi. «In quell’area si erano stabiliti diversi soggetti che l’avevano adibita con approdi. Nella parte a terra erano presenti piccole attività di manutenzione e rimessaggio, cresciute con il tempo. I cinque soggetti economici coinvolti avevano attività avviate senza l’autorizzazione per l’occupazione di una porzione di territorio demaniale e dentro al Parco di Montemarcello». «Le lavorazioni – ha proseguito il comandante – potevano anche favorire anche l’inquinamento ambientale e potrebbero favorire ulteriori situazioni di abusivismo. Venivano fatti lavori su motori marini e imbarcazioni. La zona è diventata da bonifica». –

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