Proteste
«I bambini all’asilo Garibaldi ma l’edificio era pericoloso»
Ricostruiti i passaggi dei lavori assegnati da marzo a oggi: «Perché la priorità non è stato il consolidamento statico?». Il sindaco: ci siamo affidati ai tecnici
CARRARA. I bambini della scuola dell’infanzia Garibaldi sarebbero andati a scuola da settembre a dicembre in un edificio pericoloso, e il Comune lo sapeva. Questa la grave accusa lanciata dal consigliere d’opposizione Gianenrico Spediacci in consiglio comunale. Tutto nasce perché le assise erano state chiamate ad approvare una delibera di riconoscimento di debito fuori bilancio per i lavori di completamento statico della scuola dell’infanzia Garibaldi. L’importo complessivo dei lavori, di 63mila e 562 euro è stato prelevato dal fondo di riserva e l’intervento approvato con delibera di Giunta del 10 Gennaio. I lavori sono stati eseguiti nella settimana che va dall’8 al 15 di gennaio. «Come si può parlare di somma urgenza – chiede Spediacci – nel caso di un intervento di cui si parla in atti pubblici da marzo del 2018?». Secondo la ricostruzione del consigliere, infatti, il 22 luglio del 2016 il dirigente delle opere pubbliche avrebbe affidato all’ingegner Paolo Giusti l’incarico di verifiche strutturali della scuola ai fini dell’individuazione dell’indice di vulnerabilità sismica. Il tecnico incaricato aveva redatto una redazione dalla quale era stata indicata come prioritaria la chiusura di tutte le nicchie presenti al piano terra e al primo piano; inoltre risultavano necessari la tamponatura di vuoti e nicchie con muratura portante, la cerchiatura di alcuni pilastri con struttura metallica, l’applicazione di catene.
Le tappe.
Eccoci al 30 marzo del 2018, il dirigente di settore ha approvato lavori di miglioramento con un primo intervento dall’importo di oltre 45mila euro. «A marzo, tuttavia, sono stati realizzati esclusivamente gli interventi di miglioramento sismico», ha osservato Spediacci. Il 9 maggio, ha ricostruito Spediacci, il dirigente delle opere pubbliche ha affidato a Giusti la direzione dei lavori. «Ma allora, i lavori sono stati affidati a maggio o a marzo?», si chiede Spediacci. Per poter ultimare i lavori intrapresi e poter completare tutto il secondo piano l’ufficio tecnico ha redatto una perizia integrativa il cui importo ammontava a oltre 18mila euro. Perizia e lavori che attraverso una delibera il 27 settembre il dirigente opere pubbliche ha affidato alla stessa ditta alla quale erano stati affidati i lavori (non ancora progettati) a marzo. A seguito di quest’ultimo atto, l’ingegner Giusti ha consegnato il progetto, dal quale risultava che i lavori di completamento statico della scuola avrebbero dovuto essere inclusi già nella prima determinazione di marzo. «L’8 gennaio la giunta ha approvato lavori di somma urgenza per il consolidamento statico della scuola – ha dichiarato Spediacci – lavori che erano stati elencati in tutte le determinazioni sopra citate. Perché in estate si è intervenuto sulle tamponature dei muri e non sui pilastri, mi chiedo? Non può essere una somma urgenza un intervento di cui si parla in atti pubblici da marzo 2018. Con quale criterio si è deciso di spendere oltre 60mila euro per interventi di miglioramento sismico quando era palese che la priorità fosse mettere in sicurezza statica l’edificio? E, mi domando, la ditta che ha effettuato i lavori (la Matarangasi Nertil con sede in Via Miseglia 14, ndr) era autorizzata ad intervenire su un edificio storico?» ha concluso il consigliere.
Non solo: per oltre una settimana, i bambini del Garibaldi sono stati mandati alla Saffi, proprio per permettere i lavori di consolidamento statico. La maggioranza ha sottolineato la natura tecnica della delibera, rimandando eventuali approfondimenti. «Siamo di fronte a una delibera che è passata in commissione bilancio e ci chiama a riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio per quanto riguarda l’importo dei lavori – ha osservato il capogruppo pentastellato Daniele Del Nero – si tratta di un passaggio di natura contabile. Pur senza confondere i piani, voteremo a favore».
La consigliera del Psi Giuseppina Andreazzoli ha contestato l'interpretazione del capogruppo 5 Stelle: «I debiti fuori bilancio vengono tutti inviati alla Corte dei Conti che li sottopone a controllo ulteriore. In commissione avevamo peraltro già esposto i nostri dubbi e chiesto chiarimenti, senza riceverne».
La replica.
Il sindaco De Pasquale si è detto sprovvisto degli strumenti per rispondere alle contestazioni del consigliere Spediacci, in assenza di assessore e dirigente del settore: «Faremo i dovuti approfondimenti per capire se la ricostruzione dei fatti sia corretta. Il nostro compito è fornire ai tecnici le risorse per svolgere i lavori».
Una risposta che ha scatenato ulteriori critiche dell’opposizione da parte di Andrea Vannucci, Lorenzo Lapucci, Luca Barattini, Massimiliano Bernardi. Il succo delle critiche al sindaco e all’amministrazione: ma perché non avete prima provveduto al consolidamento statico? Vi rendete conto che per oltre tre mesi i bimbi sono andati a scuola in un edificio a rischio crollo? E comunque - come hanno insistito Vannucci e Barattini - i tecnici devono seguire le vostre direttive e le vostre priorità. Qui era evidente che prima delle tamponature andava messo in sicurezza l’edificio».
Il Comune, il giorno dopo, ha puntualizzato: «La sicurezza statica dell’edificio che ospita la Scuola dell’Infanzia Garibaldi è stata certificata da un professionista abilitato. Con gli interventi effettuati nel corso del 2018 e nei primi giorni del 2019 questa situazione è stata ulteriormente migliorata. Il fatto che in corso d’opera si sia manifestata per motivi tecnici la necessità di effettuare ulteriori lavori, non significa “aver messo a rischio l’incolumità di bambini e insegnanti”. Chi, come il consigliere Gianenrico Spediacci afferma queste cose lo fa solo per cercare un pretesto per polemizzare con l’amministrazione che al contrario ha fatto della sicurezza delle scuole una delle sue priorità, stanziando risorse per le verifiche sugli edifici e investendo sulla progettazione di nuove strutture, come non era mai stato fatto prima». —
Irene Rubino
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