Il Tirreno

processo cava romana 

Grig: «Non risulta chiaro dove fu lo sforamento»

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massa. I Grig stanno seguendo da vicino l’iter del processo a Giorgio Turba e Massimo Corniani. L’associazione rileva alcune problematiche: «la seduta - scrivono - si è concentrata solo su una delle gallerie abusive scavate in area Parco e area contigua di cava, si è concentrata solo su una delle gallerie abusive scavate in area Parco e area contigua di cava, gallerie coperte da griglie metalliche e da telo verde, come si evince dalla Determina di sospensione del Parco. Telo e griglia vengono giustificate come “opere per la sicurezza”: non si capisce se imposte dalla ASLPISLL, supponiamo con un qualche Nulla Osta del Parco, e sembrano posizionate anche nei mesi di fermo della cava (in aprile, ad esempio, due operai sono stati trovati nel corso di un sopralluogo a sorpresa)».

Si concentra poi sull’interrogatorio del dipendente Sinanai da parte della pm Susan Pietrini. «Dalla dichiarazione del capocava e dalle domande poste non è risultato chiaro se i dieci metri di sforo rispetto al confine del Parco (confine di competenza sia del Parco sia del Comune) si riferissero al confine del Parco come da legge istitutiva, oppure, come appare più probabile, al confine sbagliato erroneamente tracciato dal geologo junior Corniani, due anni dopo fatto proprio, dal Direttore e dal Presidente del Parco e qualche mese dopo ratificato dal Consiglio Direttivo del Parco a danno della collettività. Le difformità in area di cava ammontano a 4.956 mc , in area Parco a 11.000 mc per ammissione della Ditta, rettificate queste ultime in 21.000 dagli uffici tecnici del Parco». —

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