Il Tirreno

pianeta lapideo 

Cave, l’assessore Ceccarelli: sì al tavolo ma se gli industriali rispettano le regole

Cave, l’assessore Ceccarelli: sì al tavolo ma se gli industriali rispettano le regole

«Non è possibile alzarsi dalla concertazione e poi andare al Tar». Ma Lucchetti: tutti i cittadini possono tutelarsi, anche noi

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Botta e risposta, a distanza, fra l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli e il presidente di Assindustria Erich Lucchetti.. «Accogliamo volentieri l'appello del presidente di Confindustria che chiede l'istituzione di un tavolo con tutti i soggetti competenti in tema di cave, si tratta di continuare con un metodo di lavoro già applicato, ma per essere sicuri che questo tavolo produca dei frutti, è anzitutto necessario che gli industriali si mettano d'accordo per prima cosa con se stessi. Non è pensabile di stare seduti ad un tavolo di concertazione e poi alzarsi ed andare dall'avvocato per fare ricorsi al Tar. O l'una o l'altra».

Così l’assessore regionale al governo del territorio, Vincenzo Ceccarelli, che aggiunge: «Emblematico è stato il caso del tanto chiacchierato art. 58 bis, ovvero la modifica fatta alla legge regionale sulle cave. Il testo è stato condiviso ed è stato portato in approvazione in Consiglio regionale e lì votato all'unanimità. Ma dal giorno dopo sono iniziate le prese di distanza, la disinformazione premeditata. C'è stato chi ha addirittura tentato di far credere che un intervento legislativo pensato per dare modo alle imprese di superare criticità dovute a comportamenti difformi rispetto alla legge (senza ovviamente risultare un colpo di spugna o una sanatoria degli abusi commessi) fosse vessatorio per quelle imprese che ha salvato. Perchè, dobbiamo ricordarlo, senza quella norma quelle imprese avrebbero perso autorizzazioni e concessioni, che sarebbero state revocate. Siamo arrivati a ricorsi fatti da alcune aziende patrocinate da Confindustria». «Per qualsiasi confronto - conclude l'assessore - bisogna partire da una base condivisa e dalla volontà di rispettare le regole vigenti. Con queste premesse si può anche lavorare insieme per migliorare le norme, laddove sia necessario per consentire al settore di continuare a prosperare e generare utili come sta accadendo adesso, almeno a quanto risulta dai bilanci pubblicati dalla stampa».

La replica di Lucchetti
«È positiva la volontà dell'assessore regionale Ceccarelli di affrontare le problematiche del settore lapideo e quindi accogliamo con piacere la sua disponibilità a istituire un tavolo permanente», osserva Erich Lucchetti, presidente dell'associazione industriali di Massa-Carrara. «Quello che però chiediamo – aggiunge Lucchetti – è che ci sia chiarezza. L'assessore ad esempio lamenta che le imprese abbiano fatto ricorsi al Tar contro misure ritenute ingiuste. Per noi è assolutamente legittimo che un imprenditore come qualsiasi altro cittadino si tuteli di fronte a quella che ritiene una violazione dei propri diritti. Se poi vogliamo entrare nel merito di quei ricorsi – continua Lucchetti – si noterà che purtroppo tutte le volte che ci siamo seduti a tavoli di concertazione, dalla legge 35 al Pit al 58bis, e nonostante le nostre richieste e i percorsi suggeriti per evitare nuovi problemi e contrasti, i risultati sono stati pochi. Anche per questo riteniamo che vada cambiata strada, proprio per evitare che i problemi rimangano sul tavolo e finiscano davanti a dei giudici».

«Del resto se poi un giudice del Tar decide per la sospensiva – nota Lucchetti, in merito al 58 bis – significa che chi ha fatto ricorso non aveva una pretesa campata per aria. “Tanto più che non possiamo dimenticare che anche di fronte alla Legge Regionale 35 e alla pretesa di privarci delle nostre proprietà – aggiunge il presidente - è dovuta intervenire una corte, anzi la nostra suprema Corte Costituzionale per ribadire che quella pretesa era incostituzionale. Insomma noi non vogliamo lo scontro, tanto meno giurisdizionale, ma non possiamo non difendere i nostri diritti quando vengono lesi».

«È quindi necessario da qui in avanti, cominciando dal futuro Piano Regionale Cave, trovare soluzioni prima e non dopo davanti a dei giudici – spiega Lucchetti - perché noi imprenditori preferiamo stare nelle nostre aziende, piuttosto che passare il tempo nei tribunali. E siamo convinti che questo sia lo spirito di vera e leale collaborazione che tutti, istituzioni, imprese e lavoratori, dobbiamo avere. Anche per risolvere questioni che ci appaiono francamente discriminanti nei confronti del nostro territorio. Ad esempio non capiamo perché sui derivati del comprensorio apuo-versiliese si paghino cifre assai più alte che su quelli del resto della Toscana: da noi 3,78 euro ogni tonnellata, altrove invece 0,20 centesimi a tonnellata. O perché il contributo di estrazione che vuole la Regione per il nostro marmo è il 10% del valore medio di mercato, per altre pietre ornamentali invece scende al 5,25%». «Insomma - conclude - occorre che le istituzioni inizino non solo ad ascoltarci ma anche a comprenderci veramente perché altrimenti un intero settore economico della provincia rischia di saltare per aria se le imprese saranno costrette a pensare quotidianamente più a come difendere i propri diritti che non a fare ricerca e investimenti». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore