«I baby calciatori affidati da Vinazzani a dei tutori»
Lo scandalo dello Spezia coinvolge anche l’ex ds della Carrarese, che secondo la polizia si occupava di “piazzare” presso alcune famiglie i giovani nigeriani
spezia. L’inchiesta, sul giro di calciatori adolescenti fatti arrivare allo Spezia dalla Nigeria, nasce in Toscana e per tutt’altro motivo. È fine 2017, infatti, quando la Procura di Lucca gira ai magistrati spezzini alcune carte di un fascicolo che vede coinvolto Daniele Tarsi, all’epoca medico sociale dello Spezia calcio. Si indaga per doping, ma quando la polizia comincia a intercettare le conversazioni di alcuni dirigenti del club bianco salta fuori la grana dei «minorenni», i ragazzini fatti arrivare dall’accademia nigeriana di Abuja – aperta dal proprietario della società spezzina Gabriele Volpi – violando le norme sull’immigrazione.
In poco più di un anno di indagini serrate si arriva al blitz di lunedì, quando gli investigatori della squadra mobile eseguono un’ordinanza di «interdizione» che, per almeno un anno, vieterà al presidente dello Spezia Stefano Chisoli e all’amministratore delegato Luigi Micheli, carrarese, di ricoprire cariche in imprese o società sportive. Lo stesso provvedimento, firmato dal giudice per le indagini preliminari Mario De Bellis, è notificato anche a Giovanni Plotegher, presidente del Valdivara Cinque Terre, società dilettante in cui sarebbero stati parcheggiati alcuni calciatori nigeriani in attesa che diventassero maggiorenni. Sono quindici in tutto gli indagati per immigrazione clandestina e, tra questi, c’è anche il patron Volpi.
L’inchiesta, condotta dai pm spezzini Antonio Patrono e Rossella Soffio, ha fatto emergere un «sistema» ben collaudato, utilizzato per far arrivare in Italia, prima del consentito, ben tredici talenti, da vendere poi al migliore offerente per incassare ricche plusvalenze: Umar Sadiq e Abdellahi Nura in effetti sono stati ceduti alla Roma per 5 milioni euro. I calciatori sarebbero entrati per partecipare a eventi sportivi, come il torneo di Viareggio, ma poi venivano fatti passare «come minori non accompagnati» in modo da ottenere il permesso di soggiorno. La polizia ritiene che i giovani, anziché rientrare in Nigeria fossero affidati «dal responsabile del settore giovanile dello Spezia, Claudio Vinazzani (anche lui carrarese) che fungeva da raccordo operativo, ad alcuni soggetti di fiducia», si legge nelle carte dell’inchiesta. I tre calciatori nigeriani, tesserati la scorsa stagione dal Valdivara, sono stati assegnati a Roberto Sannino e alla moglie Elena Achilli, nonché a Giorgio Sannino e Giuseppe Mobilio, tutti indagati e residenti nella zona di Chiavari. I pm sostengono che fosse proprio lo Spezia a pagare i tutori. Ma per celare il proprio coinvolgimento lo avrebbe fatto tramite il Valdivara. Nelle carte dell’inchiesta sono citate alcune conversazioni che appaiono eloquenti. È l’aprile scorso quando l’ad Micheli si lamenta con Vinazzani per via del fatto che il presidente del club dilettante, Plotegher, non ha consegnato il dovuto ai tutori, nonostante abbia ricevuto il denaro dallo Spezia. Il giugno scorso il direttore Vinazzani discute proprio con uno dei Sannino. La conversazione è molto tesa: il tutore dei calciatori afferma di avere in mano documenti «contro lo Spezia». Allora Vinazzani, che intanto è entrato in contrasto con la società bianca, gli consiglia di minacciare Micheli, facendogli credere che si sarebbe presentato in Procura per raccontare tutta la storia. «E a questo punto muoia Sansone con tutti i filistei». –
Tiziano Ivani
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