Sicurezza
Benedetti all’attacco dell’Anpi Sono a rischio i finanziamenti
Il presidente del consiglio: i soldi vengono a prenderli ma il museo non è partito Nino Ianni: il museo funziona eccome. E sulle foibe: abbiamo deposto una corona
massa. Non scorre buon sangue fra il vice presidente della sezione locale dell’associazione nazionale partigiani d’Italia, Nino Ianni, e il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti. Non scorre ormai da mesi, a dirla tutta, ma con la celebrazione del “Giorno del ricordo” qualcosa nel rapporto fra i due si è ulteriormente incrinato.
A scatenare l’ira di Benedetti sarebbe stata l’assenza dei rappresentanti della Resistenza apuana in sala 10 aprile per il ricordo dei martiri delle foibe: «Loro sono stati invitati regolarmente – ricostruisce la vicenda Stefano Benedetti - e hanno sollevato il problema di un ipotetico estremista di destra presente come relatore. Lui si è ritirato dalla cerimonia; a quel punto davo per scontato che fossero presenti. Invece no». Di fronte a quell'assenza Benedetti “sbotta” e minaccia l’associazione di revocare i finanziamenti previsti dalla convenzione che ha stipulato con la precedente amministrazione. Ma potrebbe esserci dell'altro: «Non dico che bisogna togliere il finanziamento ad Anpi - precisa il presidente a mente fredda - ma aprire un confronto su quei soldi sì, visto che hanno percepito del denaro che non ha fruttato quello che doveva fruttare».
Secondo il presidente del consiglio, infatti, «l’Anpi viene regolarmente in Comune a prendere i soldi, ma il museo del partigiano non è ancora partito». Si riferisce al museo della Resistenza che si trova nel piazzale dei partigiani, all'ex deposito Cat. Anche se a sentire il vice presidente dell'Anpi, il museo è funzionante: «Una volta a settimana è aperta la mostra, il sabato mattina d’inverno e il venerdì sera l’estate».
Lo spazio dell’associazione sorge grazie ad una convenzione che scade nel 2020. Ma anche sulla cifra prevista da questo documento, i due non si trovano d'accordo: da un lato Benedetti sostiene che per un solo anno l’associazione ha ricevuto quasi 30.000 euro. Per Ianni invece solo 6.000 euro. «Tutto è rendicontato», si difende e aggiunge: «Riguardo le foibe ieri mattina siamo andati a depositare na corona al monumento a Marina di Carrara una corona; Benedetti ci ha visto, eravamo con il nostro gonfalone. Non siamo venuti in consiglio per protestare contro la gestione che è stata fatta della celebrazione». Difficile ritrovare oggi in quella convenzione ideata anni fa il “comune interesse” che dovrebbe unire Comune e Anpi. E una sorta di “pacificazione” a sentire entrambe le parti non c'è all’orizzonte: «non è soltanto una questione locale - dice Benedetti - ma anche di livello nazionale con Anpi. Io credo che l’associazione dovrebbe cercare un attimo di eliminare le proprie ideologie e metterle in linea con tutto quello che pensiamo. È storia, le cose di 80 anni fa non ci sono più». —
Camilla Palagi
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