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le frasi choc 

«Stai zitta, tanto tua figlia non viene a prenderti Non vedo l’ora che muori»

L.R.D.
«Stai zitta, tanto tua figlia non viene a prenderti Non vedo l’ora che muori»

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massa. «Sono episodi odiosi, non si giocava ad armi pari. Non era il rapinatore in banca, si agiva contro persone fragili. Comportamenti vergognosi che lasciavano interdetti», commenta il procuratore capo Aldo Giubilaro parlando del caso dei maltrattamenti agli anziani.

Gli episodi d’altronde parlano da soli, c’è poco da aggiungere. Una notte una paziente insisteva per andare in bagno, perché le veniva risposto sempre di no. E all’ennesima richiesta la proprietaria del centro per anziani “Le Primule”, siciliana, le rispondeva in dialetto : «E tutta la notte fa accussì, tutta a nuttata. T’ha stare zitta e basta, così non rompi il cazzo a nessuno». Era questa l’assistenza proposta dalla donna agli anziani.

Sul sito dell’azienda tutt’altri erano i toni. «Le Primule, una famiglia», recita la scritta di benvenuto sulla pagina. Una conduzione quasi familiare, con tre dipendenti, la proprietaria e la figlia. Ma nessuno, a parte l’imprenditrice, è coinvolto nell’inchiesta. Per lei invece l’accusa è di maltrattamento in famiglia.

I carabinieri stessi, che osservavano dietro a schermi e cuffie la casa famiglia piena di cimici e videocamere, su questo sono chiari. «C’era un raggio di sole in questa vicenda - spiega il procuratore Giubilaro - ed è la figlia della signora. All’oscuro di tutto e benvoluta dai pazienti. Le anziane erano felici, quasi piangevano quando andava via. E lei era piena di amorevoli cure, interpretava il suo ruolo con dedizione ed etica». E di «etica dell’impresa», parla anche la dottoressa Anna Maria Venezia dell’Ispettorato del lavoro, in riferimento al tipo di atteggiamento che dovrebbe tenere chi fa questo tipo di lavoro.

Quella che pare mancare del tutto alla madre, quando consigliava ai dipendenti di aumentare pesantemente il dosaggio del sonnifero a una paziente in cura con psicofarmaci per farla dormire. E di portarla in camera e chiudere la porta. E non si limitava a consigliare.

Rimasta sola proprio con questa ospite le diceva: «Stai zitta, tuo figlio viene domani, tanto l’altra figlia non viene. Non vedo l’ora che muori». Etica dell’impresa.

«Magari agli ospiti in quelle condizioni di debolezza - dice il colonnello Tiziano Marchi - sarebbe venuto un po’ di conforto dal cibo. Ma si risparmiava anche su quello, veniva centellinato. A chi chiedeva una mela la si dava divisa in quattro per risparmiare». Etica dell’impresa. E del quattrino. —

L.R.D.

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di Redazione web