Sicurezza
I fumatori: bene i divieti ma le aree sigaretta devono essere indicate
Alcuni fanno notare che manca una cartellonistica per sapere dove si trovanoLa direzione del Noa:stiamo già provvedendo
massa. Se sei fumatore, la sigaretta - e non serve scomodare Freud - è un piacere. Lo è ancora di più se non sai che al Noa, sabato scorso, sono arrivati i carabinieri e a chi fumava dove non avrebbe dovuto, all’esterno dell’ospedale, hanno fatto una multa: 27,5 euro.
I cartelli di divieto ci sono e ci sono pure due aree dedicate a chi senza la sigaretta proprio non può stare, eppure anche ieri mattina, c’è chi il dito sull’accendino lo preme davanti all’ingresso, nelle vicinanze dell’obitorio, a due passi dal pronto soccorso. Del resto se sei da quelle parti, non è certo per divertimento e se il momento è difficile, ancor più probabile che, da fumatore, tu ti stringa la sigaretta tra le labbra.
Chi scopre che a fumare dove non si può c’è da stare attenti perché si rischia la multa, fa notare che all’ospedale le aree fumatore ci saranno pure, ma non sono bene indicate. E se quella vicino all’ingresso, lato monti, è riconoscibile da un cartello, quella allestita nell’aiuola accanto all’obitorio è davvero dura da identificare. Non c’è cartello, non c’è gazebo. Soltanto 8 sedie (4 piene d’acqua dopo la pioggia) e un posacenere.
Valentina Giannini ha appena fumato una sigaretta nell’area dedicata: «Sapevo dell’esistenza di questa zona perché ho frequentato per lunghi periodi l’ospedale. Le multe per chi fuma all’esterno mi sembrano troppo - aggiunge - perché allora - propone - non vietiamo il fumo nei parchi in cui giocano i bambini?».
Hysnije Bastri è una fumatrice, è all’esterno dell’obitorio e cerca l’area fumatori. Non sa che ce n’è una a due passi da lei: « Non ci sono cartelli che la indichino. So che ce n’è una all’ingresso, ma non sapevo di una seconda. Non è indicata da cartelli o da un’apposita segnaletica. Certo, ammette, fuori da quella aree non fumerei, con una multa che sfiora i 30 euro, di fumare mi passerebbe la voglia».
Vladimiro Benedini è all’uscita dal pronto soccorso e vuole fumarsi una sigaretta. Raggiungere l’area fumatori non è un fastidio per lui: «Ho apprezzato fin da subito la legge che ha introdotto il divieto di fumare nei locali. Mi ha sempre infastidito, da fumatore, l’idea di recare disturbo agli altri». Anche se Vladimiro ritene che fumare a 50, 60 metri dall’ospedale non creerebbe disagio a chi è all’interno.
Anche Marco Ghelfi è fumatore, ma l’idea di non vedere sigarette accese davanti all’ingresso dell’ospedale gli piace: «In alcuni ospedali ho visto tantissime persone fumare proprio davanti all’uscita, così tante che sicuramente il fumo entra. Sono consapevole che fumare è dannoso. Il divieto esteso alle pertinenze è più che condivisibile».
Nessuna lamentela: vicino all’ospedale non si deve fumare e nessuno reclama il diritto di farlo. Parecchi, però, fanno notare che una cartellonistica che indichi le aree fumatori, e come raggiungerle, manca.
Giuliano Biselli, direttore dell’ospedale, assicura che presto quella dettagliata cartellonistica c i sarà e ci sarà anche il gazebo nell’area fumatori vicino all’obitorio dove non c’è più perché recentemente il vento l’ha portato via. Sarà quindi riallestito perché quell’area sia fruibile anche in caso di pioggia. —
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