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truffa alle assicurazioni  

Esce dal carcere il dottor Palla il giudice stabilisce i domiciliari

L.R.D.
Esce dal carcere il dottor Palla il giudice stabilisce i domiciliari

Per il riesame di Genova non c’è rischio di inquinamento prove o fuga Aveva detto di non riconoscersi nelle accuse mosse dalla procura apuana

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massa. Accolte le richieste degli avvocati Enzo Frediani e Riccardo Balatri, il dottor Lino Palla esce dal carcere e va ai domiciliari. Con questa decisione il tribunale di Genova del riesame ha deciso di riformare in parte la precedente decisione del Gip di Massa, che invece aveva stabilito la detenzione in carcere per il medico con una misura meno afflittiva.

Palla torna a casa sua a Massa, ma avrà il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo, telefonico o informatico, se non con chi vive in casa con lui e con i suoi legali. Evidentemente però per il tribunale di Genova non c’era rischio che il medico potesse pensare di fuggire o che inquinasse le prove, ragione per cui ha stabilito che i domiciliari fossero una misura più adeguata.

Il medico è coinvolto nell’inchiesta sulle truffe alle assicurazioni:secondo la tesi dell’accusa, che lo scrive più volte negli atti la documentazione medica, per provare le lesioni riportate nei falsi incidenti, veniva prodotta, in più occasioni, dai fratelli Radicchi: Stefano e Federico. Che, una volta preparata, quella documentazione - sempre stando alla tesi accusatoria - la esibivano ai medici, e in particolare a Lino Palla perché la firmasse.

Già nei primi giorni dopo l’operazione la linea della difesa Palla aveva dato ad intendere che valutando gli episodi che avrebbero visto coinvolto il medico si sarebbe ridimensionato notevolmente il suo ruolo all’interno di quella che per la procura è un’associazione a delinquere.

Palla in pratica si sarebbe trovato a firmare i certificati in buona fede, senza immaginare che fossero creati ad hoc per ottenere dei risarcimenti in incidenti fasulli. Sarebbe stato, in questa ricostruzione, un meccanismo dell’ingranaggio senza però averne preso parte con intenti criminali.

Quando Palla era apparso di fronte al giudice e alla pm Alessandra Conforti aveva spiegato di non riconoscersi nell’uomo descritto negli atti dagli inquirenti. Ha inoltre chiarito di non aver neanche minimamente immaginato che esistesse una organizzazione che architettava falsi incidenti e infortuni. E ha escluso di aver mai fatto parte di quella associazione.E se l’accusa gli contesta di non aver rispettato le norme in materia di accesso a visite ed esami diagnostichi, facendo passare avanti pazienti, lui si è difeso chiarendo di non aver mai stravolto le liste di attesa, ma piuttosto di aver aiutato tutti, rendendosi disponibile in particolare con chi aveva esami urgenti da fare. Senza però favorire nessuno.

Oltre a Palla, in carcere erano finiti anche Federico Radicchi (difeso dagli avvocati Grazie Menozzi e Luca Pietrini) e Cesare Natali (difeso dagli avvocati Carlo Pellerano e Roberto Iacopetti), ma le difese non avevano chiesto il riesame. L’altro arrestato, il pierre versiliese Christian Mucciarelli, è difeso dall’avvocato Ilario D’Apolito. —

L.R.D.

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