Italia
Villaggio turistico a Quercia il progetto si rimette in moto
L’insediamento ricettivo che dovrebbe garantire addirittura 120 posti di lavoro era stato bloccato nel 2005 e il Comune aveva rischiato di pagare 5 milioni
AULLA. Un insediamento turistico ricettivo che garantirebbe 120 posti di lavoro potrebbe essere realizzato a Malacosta di Quercia e di fronte al centro scolastico sportivo "Salvo d'Acquisto", le cui piscine, chiuse dall'estate 2013, sono motivo di continuo scontro politico ad Aulla. Proprio nelle ultime ore, infatti, hanno iniziato a circolare voci in base alle quali l'area potrebbe ospitare, in futuro, un sorta di albergo diffuso, di non più di due piani di altezza, quindi ecocompatibile e in armonia con l'ambiente che lo circonda, una sorta di "serpentone" intervallato da percorsi per il trekking, in grado di attrarre turisti, i quali avrebbero anche la possibilità di dormire in Lunigiana. Perché è anche la cronica mancanza di posti letto a tarpare le ali allo sviluppo turistico della Lunigiana, oltre a una rete viaria non all'altezza del turismo di massa, e questo progetto potrebbe contribuire a darvi slancio.
E magari sarebbe di supporto al centro scolastico sportivo "Salvo d'Acquisto", mentre pare ormai appartenere al passato dei progetti mega faraonici mai realizzati il ventilato campo da golf a Malacosta, in merito al quale, fino a pochi anni fa, erano stati versati fiumi di inchiostro.. Di sicuro c'è che a Quercia lo spazio davvero non manca, anche se davanti al centro scolastico sportivo quello che si può "ammirare", in mezzo al bosco, è la desolazione dell'area sulla quale doveva sorgere una lottizzazione residenziale. I lavori erano iniziati una dozzina di anni fa, ma si erano subito interrotti e quello che ne è rimasto è lo "scheletro" di un edificio coi suoi mattoni rossi e una gru abbandonata. E sull'area di fronte al centro scolastico sportivo occorre fare un minimo di storia, ricordando che il Comune di Aulla aveva corso il rischio di essere costretto a sborsare più di 5 milioni di euro. Una cifra enorme, ma è quanto voleva dal Comune di Aulla una società a responsabilità limitata, poi fallita, che doveva realizzare in loco un insediamento residenziale.
Si trattava di una delle eredità che si era trovata a dovere affrontare l'amministrazione comunale guidata dall'ex sindaca Silvia Magnani, visto che tutto aveva avuto origine negli anni a cavallo fra il 2004 e il 2005, quando era sindaco Roberto Simoncini. Una eredità che aveva condotto ad una querelle legale fra il Comune di Aulla e la s.r.l.: infatti, la società, a seguito della mancata realizzazione del piano di lottizzazione, aveva presentato ricorso di fronte al Tar della Toscana, ma i giudici amministrativi avevano dato ragione al Comune di Aulla. Però la società, che non si era data per vinta, aveva deciso di ricorrere in appello di fronte al Consiglio di Stato, costringendo il Comune di Aulla a costituirsi in giudizio per fare valere le proprie ragioni. Una querelle che, a quanto pare, aveva preso le mosse dal fatto che l'area sulla quale doveva sorgere l'insediamento non era stata dichiarata edificabile. Fortunatamente per il Comune di Aulla, nel maggio 2015 il Consiglio di Stato aveva respinto l'appello della società, condannandola al pagamento, in favore del Comune di Aulla, delle spese giudiziarie.
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