Italia
Passo indietro dello “storico di Casapound” Ma sul ricordo delle Foibe è ancora scontro
I Giovani della Sinistra: domani saremo comunque in piazza. Stefano Benedetti: le polemiche della sinistra sono infondate
massa. Allarme rientrato, l’offesa alla memoria antifascista della città non ci sarà. Pierluigi Romeo di Colloredo Mels, storico dal nome lungo quanto le sue (da lui smentite) frequentazioni con la destra estrema, non sarà alla Giornata del Ricordo in programma domattina in municipio nella sala 10 Aprile. È lo stesso Romeo di Collorerdo a comunicarlo in una lunga lettera alla redazione del Tirreno. «Dato che è chiaro che il caso è stato montato ad arte da chi vuole infangare una vera tragedia nazionale, mi vedo costretto a fare un passo indietro», scrive. Per poi aggiungere: «(caso montato ad arte), direi, da veri fascisti, magari dipinti di rosso».
Il passo indietro del contestatissimo personaggio viene accolto quasi con un sospiro di sollievo dal presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti, il cui Dna di destra non è in discussione ma che nel suo ruolo istituzionale temeva che la presenza di Colloredo avrebbe scatenato una tempesta sul Comune e creato, probabilmente, anche dei problemi di ordine pubblico. «Prendo atto di quanto ha deciso lo storico. Però, va detto che dalle informazioni che abbiamo raccolto e che lo stesso Romeo di Colloredo ci ha trasmesso, le polemiche sollevate dalla sinistra sono infondate. Alla celebrazione dei martiri delle Foibe parteciperà soltanto l’altro storico, Matteo Marchini», dice Benedetti.
Sembra così circoscritto l’incendio di polemiche che minacciava di divampare altissimo attorno alla figura di questo storico “che non ha mai rinnegato il fascismo” (parole della deputata Dem Martina Nardi; e che mette sui social un fotomontaggio in cui si ritrae in divisa del Terzo Reich (come linkato da Marco Rovelli e da tante altre voci sui social). Le braci, però, restano accese.
Il coordinamento di Fratelli d’Italia (il gruppo consigliare che più ha sostenuto la presenza di Colloredo) con Gianfranco Baldi «ribadisce la piena legittimità dell’invito e dà pieno appoggio all’amministrazione». E, tanto per attizzare il fuoco, attacca la sinistra che «non ha mai fatto niente per opporsi al fatto che numerosi terroristi rossi, a cominciare da Curcio, sono stati invitati a partecipare a manifestazioni in cui erano presenti le massime cariche dello Stato».
Dall’altra parte, al Movimento Giovanile della Sinistra il passo indietro non basta e con Cosmo Paolini annuncia che domani scenderà in piazza, «a prescindere dall'eventuale ritiro dell'invito a Romeo di Colloredo». Perchè una giunta «mai dovrebbe proporsi di dare spazio a un fascista dichiarato come lui, tanto meno in un consiglio comunale straordinario come quello». Un sit in al grido di “Fuori i fascisti dalla sala 10 Aprile” viene annunciato anche dal collettivo Massa Città in Comune, mentre la Cgil (in un comunicato diffuso prima della notizia della rinuncia) invita i cittadini, i presidi e i docenti di Massa Carrara a boicottare la celebrazione «organizzata dal Comune di Massa, con il chiaro intento di offrire una platea insperata ad uno studioso ideologicamente orientato». Enzo Manenti, segretario provinciale del Pd invita l’amministrazione di Massa a rivedere la sua decisione, affiancato dal segretario cittadino Luca Perinelli secondo il quale «chi ha promosso il programma della giornata e scelto i relatori si assuma le proprie responsabilità, ha fatto un offesa alla comunità tutta, ai suoi valori e alla sua storia, e a questa ora deve rendere conto».
Lo scontro politico, insomma, a colpi di letture storiche brandite come clave, è solo sopito. O rinviato. Al contrario, lo scontro istituzionale (ma anch’esso molto politico) tra amministrazioni di Massa e di Carrara sembra evitato. Il sindaco carrarese Francesco De Pasquale e i suoi avevano mostrato parecchia irritazione e fatto sapere che avrebbero disertato la commemorazione. Rischio rientrato. —
Claudio Figaia
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