La protesta
«Non sono nostalgico del fascio regime condannato dalla storia»
massa. «Personalmente ritengo il fascismo condannato irrimediabilmente dalla storia, dalle leggi razziali, dall’alleanza innaturale con il nazismo tedesco. Nei miei libri condanno senza appello l'ideologia che condusse alle guerre del regime, ma rispetto chi cadde per un'idea anche se sbagliata. A differenza loro non sono né negazionisti né giustificazionista, ma i libri vanno letti prima di giudicare, anche quando si è orgogliosamente eredi di ideologie che dal Terrore Rosso leninista giungono direttamente alla Corea del Nord, passando per Togliatti e il culto di Stalin. E per le foibe». È uno dei passaggi chiave della lettera che Pierluigi Romeo di Colloredo Mels (che si firma con l’appellativo di conte) ha inviato al Tirreno. Una luna lettera in cui smentisce le “accuse” mossegli in questi giorni. «Non mi sono mai candidato con nessun partito – scrive ancora – tanto meno Casa Pound, ma non mi risulta che a differenza del mondo ideale stile democrazia popolare alla Lenin, Berija, Pol Pot, e piazza Tien an Men, di taluni sostenere un partito legalmente ammesso alle elezioni sia ancora un reato passibile di rieducazione, infoibamento o gambizzazione stile Br. Nè ho mai frequentato salotti di Casa Pound...». Sostenere «che io sia nostalgico di un'ideologia risalente ad un secolo fa come quella fascista,è improponibile; ritenermi agiografo della dittatura finita ingloriosamente il 25 luglio 1943 è semplicemente stupido e fuori dal mondo. Se certi personaggi avessero un minimo di coscienza potrebbero constatarlo da una lettura dei miei scritti», aggiunge. Quanto alla foto che lo ritrae in divisa nazista: «Non sono così cretino da fare fotomontaggi del genere con figuri come Himmler, un criminale psicopatico. Mi permetto di allegare la foto originale (che qui pubblichiamo) simpaticamente inviatami con la scritta “fascista di m.” che per disprezzo verso questi vigliacchi tagliai e postai su facebook per prenderli per i fondelli». —
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