Sicurezza
L’epigrafe a Ubaldo Bellugi sarà scoperta il 21 marzo
L’amministrazione tira dritto, nonostante l’Anpi. Il professor Franco Cardini: non sono contrario all’omaggio all’artista, non cediamo al fanatismo
Sarà inaugurata il 21 marzo, Giornata mondiale della poesia e primo giorno di primavera, la stele con incisa la poesia “Primavera de’Massa”, di .
L’amministrazione tira dritto. Con delibera del 12 dicembre 2018 la giunta di centrodestra ha deciso di installare ai Quercioli una lastra di marmo con la poesia più conosciuta di Bellugi, che è stato sì letterato, drammaturgo e scrittore di fiabe per bambini ma anche primo podestà di Massa. Podestà fascista della provincia apuana, dal 1927 al marzo 1938.
La giunta ha definito l’iniziativa “meritevole di piena approvazione”. Apriti cielo. Perché “l’argomento Bellugi” è foriero di divisioni in città. Da sempre. Eppure, come ricorda Fabio Cristiani, promotore dell’epigrafe al parco dei Quercioli, un omaggio a Bellugi c’è già, al teatro Guglielmi. «È lì da più di venti anni». Quello sì, un monolite, un blocco di marmo con un busto sopra. Non l’epigrafe che sarà installata ai Quercioli.
«L’epigrafe non deve essere vista come rivalutazione del fascismo. Il mio antifascismo – afferma – è genetico. Sappiamo tutti che Bellugi è stato uno dei fondatori del fascio massese, nel 1921. Che io sappia dal 1927 ha tenuto solo una carica istituzionale e non si hanno notizie di ruoli e responsabilità da lui avuti nelle stragi, come nelle Fosse del Frigido del 1944. Questo scandalo improvviso mi puzza – conclude Biagini – Crea fazioni che non hanno motivo di esistere».
Le fazioni ci sono invece, eccome. Se Francesco Persiani lo vede come un «gesto di pacificazione», la vicepresidente del consiglio regionale Monica Barni (Pd) risponde invitando il sindaco a rileggersi la Costituzione.
«Si dedica un’epigrafe a un podestà fascista che è stato anche poeta? Davvero? Dovrei essere scandalizzato? ». Franco Cardini, docente di Storia medievale all’Università di Firenze, ex presidente Rai nonché uno dei più famosi intellettuali italiani, in parte ci stupisce. «Per evitare inutili imbarazzi potremmo chiedere al presidente Mattarella che cancelli per decreto la storia italiana dal 1925 al 1943. Oppure scriva che dal ’25 al ’43 l’Italia è stata governata da un sistema demoniaco». La provocazione poi sfuma, la voce si placa: «La società italiana accettò il fascismo senza particolari strappi di veste. Ma in quegli anni, grazie alle colonie Luxor, fu debellata la tubercolosi, si sono fatte le strade, c’è stato sviluppo industriale, ferroviario, postale. Vogliamo dire – prosegue – che Guglielmo Marconi, Giacomo Puccini, Luigi Pirandello o Pietro Mascagni – più o meno sinceramente – sono stati fascisti? ». Chi per arrivismo, chi per paura, chi credendoci. Almeno all’inizio.
Ricordiamo al professor Cardini le testimonianze dei parenti degli antifascisti picchiati e vessati nella provincia massese. Cardini cita a sua volta il nonno anarchico e lo zio fascista: «Mio nonno è stato preso a cucchiaiate di olio di ricino almeno fino al ’25. Mio zio, l’ingegner Roberto Calamai, è stato console della milizia fascista. Da operaio ad ingegnere, studiando di notte. Sono orgoglioso di lui, so che era una persona perbene. So anche – continua – che il fascismo si è affermato con la violenza e l’intimidazione. Se ci sono prove ascrivibili al Bellugi che vengano prodotte. Non sono contrario all’omaggio al Bellugi artista». La conclusione è forte, come lo sono sempre le dichiarazioni di Cardini: «Se ci facciamo schiacciare dal fanatismo di Salvini ma anche di certe sezioni dell’Anpi l’Italia non si risolleva». –
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