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Furti al deposito Ctt Nord di Massa Carrara: licenziati alcuni dipendenti
L’azienda decide la linea dura, recapitati i primi tre provvedimenti, altri ne arriveranno. Ma si prevede una guerra di ricorsi
MASSA. Linea dura di Ctt Nord con i dipendenti coinvolti nell’inchiesta della procura sui furti di gasolio e attrezzi nell’officina e nel deposito dell’azienda: arrivano le lettere di licenziamenti. Ne erano già state recapitate tre, ma altre seguiranno. E ora, è prevedibile, inizieranno una serie di contenziosi legali con i probabili ricorsi per chiedere il reintegro da parte dei lavoratori.
Fonti interne all’azienda confermano come siano in corso le notifiche dei primi provvedimenti, ancora non recapitati a tutti, anche se ancora non è chiaro quale sia il numero complessivo dei lavoratori licenziati. Nei prossimi giorni ci sarà, anche in funzione delle modalità di notifica - qualcuna a mano, qualcuno per raccomandata, altre per diversi canali ancora - saranno recapitati tutti i provvedimenti.
Non tutti i dipendenti coinvolti nell’inchiesta, si apprende, sono stati oggetto di notifiche di licenziamento. Ci sono situazioni diverse e dunque l’azienda ha applicato altro tipo di sanzioni. È confermato che in più di una situazione però si è arrivati al provvedimento più duro.
Per altri invece ci sono state altre sanzioni, come delle sospensioni, trasferimenti in altre sedi e in generali provvedimenti disciplinari meno gravi del licenziamento. Dopo l’inchiesta della procura, Ctt portò avanti in parallelo un’inchiesta disciplinare interna volta a stabilire le responsabilità dei singoli soggetti coinvolti.
L’inchiesta ha appurato appunto che alcuni dipendenti, pur avendo commesso degli illeciti, avevano compiuto azioni di natura più lieve, per così dire, rispetto ad altri casi.
Per i dipendenti della Compagnia toscana trasporti, rimasti coinvolti nell’inchiesta sui furti di gasolio e attrezzi nell’officina e del deposito, già a novembre era scattata una misura interdittiva decisa dal tribunale del riesame. Si trattava del divieto per alcuni dipendenti di accedere e permanere nei locali di via Catagnina.
E differenti ovviamente saranno le posizioni dei vari dipendenti di fronte al giudice del lavoro. Perché se a essere soggetti ai provvedimenti di licenziamento non saranno, da quanto si apprende, soltanto i dipendenti accusati dei furti più gravi - come il furto di gasolio - ma anche dipendenti che si sono trovati dentro l’inchiesta per avere portato via guanti in lattice e altri oggetti di scarsissimo valore. Pur sempre beni aziendali, ma in quadro che pare completamente differente. Sarà il giudice a stabilire, negli eventuali ricorsi, se qualcuno potrà ottenere il reintegro.
Nell’inchiesta giudiziaria i reati contestati sono in gran parte l’appropriazione indebita e furto. Si contesta il peculato a chi ha agito «in qualità di pubblico servizio» considerato che come pubblico servizio è classificato il trasporto locale. E a chi ha sottratto il gasolio, il pubblico ministero contesta anche di averlo fatto con «mezzo fraudolento».
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