Sicurezza
De Pasquale: la città è un malato terminale Zubbani: ecco cosa abbiamo lasciato noi
Scontro a distanza fra il sindaco: abbiamo trovato macerie, e l’ex sindaco: basta chiamare in causa “quelli di prima”
«Questa è la situazione del malato terminale».
Così in consiglio comunale ha terminato il suo intervento il sindaco Francesco De Pasquale. Il tema, dibattuto, era quello del bilancio di previsione. Il sindaco ha utilizzato in tutto il suo discorso la metafora della città come un malato. E alla fine è divenuta malato terminale. Una definizione che ha suscitato la reazione, e la risposta, del suo predecessore, l’ex sindaco Angelo Zubbani.
città malato terminale
Il giorno dopo la seduta del consiglio comunale Francesco De Pasquale aggiusta il tiro e spiega meglio.
«Abbiamo ereditata le macerie, le rovine della città - comincia col dire - Ho parlato di malato terminale ma non incurabile. Siamo nella fase della terapia d’urto ma non è che dall’oggi al domani possiamo rimettere tutto a posto. Lo abbiamo dichiarato fin dall’inizio: non abbiamo la bacchetta magica, ci aspetta un lavoro lungo e difficile di cui eravamo consapevoli».
E sul tempo già trascorso dall’insediamento della sua amministrazione il sindaco replica così.
«Ci hanno messo decenni per rovinare la città - risponde - come è possibile pensare di risolvere tutto in un anno e mezzo? Come ho detto in consiglio siamo di fronte ad un malato, la prima cosa è evitare che vada in arresto cardiaco, poi procederemo con gli altri interventi».
la replica di zubbani
Una città malata terminale. Di cui l’amministrazione grillina ha ereditato le rovine.
Troppo per l’ex sindaco Angelo Zubbani che replica a De Pasquale in modo netto.
«Trovo davvero bizzarro che il sindaco del cosiddetto rinnovamento dopo due anni di governo, e alle prese con il secondo bilancio di previsione che aumenta tasse ai cittadini a tutti i livelli senza dare risposte agli investimenti promessi, non trovi di meglio di fronte alle oggettive difficoltà della sua amministrazione che chiamare in causa ancora una volta "quelli di prima" per le eredità ricevute - comincia col dire Zubbani - Allora è bene ricordare che, nonostante la peggior crisi del dopoguerra dal 2008 in poi che ha portato perdite di posti di lavoro, smarrimento e nuove povertà con finanziarie di tutti i governi che si sono succeduti che hanno comportato per il nostro comune 15 milioni di euro di tagli, all'attuale amministrazione sono stati lasciati i conti in ordine». E l’elenco di Zubbani continua: «l’indebitamento per la strada dei marmi è stato da noi riportato nei parametri ordinari di altri comuni, abbiamo lasciato un gettito del marmo raddoppiato nel corso degli anni e lasciato pressoché immutato "dai nuovi", finanziamenti per diverse scuole compreso quello persi per la Giromini - continua - 18 milioni sul bando periferie formalmente acquisti e ultimamente congelati proprio dal governo gialloverde. Abbiamo lasciato 30 milioni per il progetto Water front per il quale almeno nutro buone speranze perché di totale gestione dell' Autorità Portuale, e altre risorse per infrastrutture ferroviarie di collegamento per il porto e la zona industriale». «Voglio anche ricordare lo studio e il Masterplan del Carrione redatto dalla Regione dopo la tragica alluvione del 2014 sulla quale il tempo come sempre farà giustizia sulle vere responsabilità civili e penali- continua - sul fronte della reindustrializzazione vorrei ricordare l’ accordo di programma con Governo e Regione sugli aiuti alle imprese e le bonifiche della zona industriale. Infine per portare un po' di lavoro al nostro territorio vorrei ricordare l'insediamento del General Elettric sul viale Zaccagna mentre i grillini strillavano sul suo fantomatico inquinamento, l’ ingresso del gruppo Grendi in Porto e quello del brand Cucinelli che ha di fatto scongiurato la chiusura della D’Avenza».
«Per non parlare della lunga vertenza Nca la cui soluzione, unica in quel contesto, ha impedito la chiusura dell’ azienda con una riconversione produttiva spesso rozza nelle decisioni assunte ma a ben vedere molto apprezzata dal sindaco e assessori che partecipano volentieri alle megafeste con cavalli bianchi e fuochi d artificio. In conclusione se il sindaco De Pasquale si capisce poco quando licenzia i comunicati di palazzo diventa addirittura imbarazzante quando parla a viva voce in consiglio comunale». —
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