Il Tirreno

il mercato del lavoro 

Meno assunzioni e meno posti fissi L’emergenza occupazione continua

C.F.
Meno assunzioni e meno posti fissi L’emergenza occupazione continua

Le previsioni delle aziende apuane sono negative. Solo a marzo una crescita dell’offerta, legata alla stagione turistica 

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MASSA CARRARA. Meno assunzioni da parte delle imprese della provincia di Massa-Carrara nei primi mesi del 2019. E tra queste assunzioni, solo due su dieci sono con contratti a tempo indeterminato. È quanto emerge dai dati forniti dall’indagine territoriale Excelsior condotta dalla Camera di Commercio per il monitoraggio dei fabbisogni occupazionali delle aziende apuane.. 50 assunzioni in meno

Il report dice che per il gennaio 2019 le imprese apuane hanno previsto assunzioni per circa 850 unità a fronte delle 900 avvenute nello stesso periodo del 2018. Per febbraio si prevedono 670 assunzioni (anche in questo caso il dato è inferiore a quello dello stesso mese del 2018) mentre in marzo si stimano 950 assunzioni, stavolta in crescita rispetto all’anno passato (il report non indica di quanto). Il totale è di 2.470 lavoratori assunti nel primo trimestre. E soltanto 10% del totale delle aziende del territorio, ha mostrato l’intenzione di assumere nel periodo gennaio- marzo 2019. Insomma, una partenza con il freno tirato per l’economia del territorio.

Il 66% “ a tempo”

a il monitoraggio della Cciaa evidenzia anche altri dati: il 70% delle assunzioni riguarda personale dipendente; l’11% riguarda lavoratori “somministrati” cioè con lavoro a tempo, il 4% collaboratori ed il rimanente 15% altri lavoratori non alle dipendenze. Ebbene, delle assunzioni come dipendenti solo il 21,2% ha contratti a tempo indeterminato, mentre il 66,4% ha contratti a tempo determinato, il 3,2% apprendistato e il 9% altri contratti. Otto lavoratori su dieci, insomma, avranno un lavoro solo per alcuni mesi o, nel migliore dei casi, di pochi anni.

Delle 850 entrate nel mondo del lavoro previste in gennaio – si evince dallo studio Excelsior – il 32% riguarda operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, seguono con un valore del 30% circa impiegati, professioni commerciali e nei servizi, con il 27% impiegati con elevata specializzazione e tecnici, mentre per il restante 11% delle richieste aziendali si tratta di personale senza alcuna qualifica.

poche high skill

Sono poche le posizioni high skill, cioè le assunzioni di personale altamente qualificato, previste dalle aziende: il 26% e si concentrano nell’area commerciale, della vendita, del marketing, della progettazione, ricerca e sviluppo. Una quota leggermente superiore (30%) è riconducibile alle posizioni di media specializzazione. Mentre il 44%, più di 4 assunzioni ogni 10, sono a bassa specializzazione, concentrate nella area tecnica delle installazioni e manutenzioni, e in quella logistica dei trasporti e della distribuzione.

Non solo giovani

Per quanto concerne l’età dei lavoratori assunti la maggioranza delle imprese non ricercano particolari fasce anagrafiche, tant’è che la quota di coloro che richiedono un’età giovanile, ovvero inferiore ai 29 anni, rappresenta solo il 22% del totale. Inoltre le imprese che richiedono un’esperienza professionale specifica sono il 23%, valore che sale al 56% se si parla di esperienza nello stesso settore economico.

E pochi laureati

Nella distinzione secondo i livelli di istruzione Excelsior rileva che solo il 15% del totale delle assunzioni è rivolto a lavoratori che hanno come titolo di studio la laurea; diviene sufficiente il diploma per il 32% delle assunzioni, per il 26% la sola qualifica professionale, mentre un 27% può essere in possesso della sola licenza della scuola dell’obbligo. —C.F.



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