Il Tirreno

la reazione 

Il presidente Benedetti: «Pronti a verificare e cancellare l’intervento»

Benedetta Bianchi

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massa. Mentre la sinistra protesta e il presidente della provincia Gianni Lorenzetti e il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale prendono le distanze dalla scelta di Romeo di Colloredo tra gli oratori del consiglio comunale straordinario, Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale di Massa, è pronto a fare un passo indietro, eliminando anche l’intervento dello storico, ma solo «se tutto ciò che viene detto dalla sinistra troverà conferma dai nostri approfondimenti».

A seguito delle numerose proteste, infatti, il presidente ha voluto verificare se l’ospite del consiglio sia un nostalgico del nazifascismo come riferito da diversi gruppi politici ed associazioni. Benedetti spiega che il programma di lunedì mattina è stato concordato ad un tavolo con i capigruppo consiliari, «per Carrara era presente il presidente del consiglio Michele Palma – dice -sono stati proposti alcuni nomi ed abbiamo scelto insieme i due storici di fama».

Oltre a Pierluigi Romeo, l’altro storico invitato è Matteo Marchini che esporrà la storia degli esuli di Massa Carrara. E ci tiene Benedetti alla parola «storici» perché sottolinea che è stato deciso di fare «una celebrazione istituzionale e non politica» con interventi solo di esperti o di chi ha vissuto gli eventi. Proprio per questo avvisa di essere al lavoro per verifiche sulla figura di Romeo «e che se emergesse anche il minimo problema, da presidente del consiglio provvederò ad eliminare il suo intervento; al momento però a noi risulta essere uno storico specializzato anche in archeologia ed egittologia ed autore di libri spaziando da un periodo storico all’altro».

Stando alle dichiarazioni dell’esponente di maggioranza, Romeo di Colloredo «non svolge attività politica, non è stato e non è indagato per fatti relativi al fascismo o apologia del fascismo e sembra una scusa per disturbare la giornata dedicata ai martiri delle foibe – prosegue Benedetti – ricordiamoci però che i morti sono tutti uguali». —
Benedetta Bianchi

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