Il Tirreno

«Avenza ripartirà dal suo gran cuore»

Alessandra Vivoli
«Avenza ripartirà dal suo gran cuore»

Il partigiano Giorgio Mori: a muso duro e solidale, così è sempre stato questo paese. Durante la guerra qui c’era la famiglia

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La struttura abbandonata dell’ex mercato coperto.

Le antiche mura in via Gino Menconi che cadono a pezzi. L’incuria e il degrado: «perché qui siamo abbandonati, non venivano quelli di prima non vengono quelli di ora».

Avenza, pieno centro storico, fa sentire il suo grido di dolore. Ma, proprio dal bar Ischia, in piazza Finelli, terza tappa del nostro Caffè Tirreno, arriva anche la ricetta per rialzarsi partendo dal Dna di una frazione che ha scritto importanti pagine della recente storia del territorio. A indicare la strada è uno dei protagonisti di questa storia, il partigiano Giorgio Mori, 96 anni compiuti l’11 gennaio e portati con grande fierezza. Mori si siede ai tavoli dell’Ischia e davanti a un caffè parla con il linguaggio semplice di chi ha davvero tanto da insegnare. «Avenza ha sempre avuto un carattere particolare, abitare a Avenza è sempre stato come vivere in famiglia - spiega Mori - Sarà che, durante la guerra qui erano tutti un po’ imparentati, fatto sta che, questo sentimento di condivisione non è mai venuto meno. Proprio come lo spirito libertario e anarchico: Avenza è un paese fiero che, quando c’è da dare una mano non si tira mai indietro». «È proprio partendo da qui che si possono ancora fare grandi progetti - continua - E questa voglia di fare la vede ad esempio nei giovani nella Pro Loco, in chi ha lavorato per il Carnevale profano, una iniziativa così diversa da tutte le altre, così sentita. Avenza è questo, è diversa e ha un grande cuore». Quel cuore Giorgio Mori lo ha conosciuto e toccato con mano nei periodi più difficili della lotta antifascista.

«C’era il coprifuoco, ci muovevamo solo di notte, e venivamo proprio qui, in questa piazza - ricorda - C’erano famiglie che erano sempre pronte ad accogliere noi partigiani, come si facessimo parte di esse: ricordo i Coppetta (soprannome della famiglia Petacchi) per loro ero un figlio». E proprio ad Avenza Mori ha conosciuto due protagonisti della recente storia del territorio apuano: «Ricordo l’anarchico Gino Lucetti e il partigiano Gino Menconi. Gino Menconi lo chiamavano “muso duro”, sembrava un uomo rigido, incuteva timore, ma era una delle persone più generose che io abbia mai conosciuto, aveva una visione della realtà che, all’epoca, ben pochi avevano». «Questo sono, siamo noi avenzini - conclude Mori - Gente a muso duro ma con un cuore grande e capace di grandi gesti di solidarietà». —

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