Gioco
Opa, nuovo reparto e già sono pronti gli investimenti anche per 4 sale
Il direttore Ciucci annuncia i lavori per il blocco operatorio La Saccardi: la struttura eccelle, le risorse le merita tutte
massa. Andrea Bocelli le mattine di Pasqua all’Opa le ricorda perfettamente. Lo accompagnavano i suoi figli più grandi, portavano «regali ai bambini». E quelle mattine è nato un amore che il tempo ha conservato e rafforzato: ieri inaugura il nuovo reparto di degenza pediatrica e il tenore c’è. Non può non esserci. Lui che ha contribuito a realizzare la foresteria per accoglie i bambini che arrivano da lontano (suo fratello, architetto, l’ha progettata). C’è Bocelli perché «l’Opa è una realtà virtuosa, un po’ in controcorrente. Se i malati spesso vanno a curarsi altrove, qui vengono da tutto il mondo. Quando si entra si sente che c’è buona volontà».
Quella buona volontà che i massesi sentono, riconoscono e difendono con i denti: nel grande edificio dell’Opa non c’è più il reparto materno infantile che, dall’apertura del Noa, ha fatto i bagagli e si è trasferito in viale Mattei, c’è però un blocco parto per far nascere bambini cardiopatici e piccoli da mamme cardiopatiche. C’è un’altissima professionalità e da ieri c’è una degenza pediatrica nuova con 2 posti letto in più. Un reparto realizzato con i fondi di Fondazione, arrivati dritti dritti da Firenze. «Una struttura che - parola dell’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi - gli investimenti se li merita tutti per la professionalità e la qualità che esprime, per la sua capacità di lavorare su formazione e ricerca. L’assessora Saccardi - e ieri lo sottolinea a chiare lettere - nell’Opa vede la sintesi di quello che dovrebbe caratterizzare la sanità: «La ricerca, la formazione, l’assistenza. Per questo - è quello che Fondazione e massesi vogliono sentirsi dire - non soltanto non ridurremmo le risorse, ma investiremo ulteriormente». Un investimento che già ha un obbiettivo: realizzare il nuovo blocco operatorio con 4 sale ad alto contenuto tecnologico. Investimento importante, ma la polizza assicurativa dell’Opa - parola di Luciano Ciucci, direttore della Fondazione Monasterio - sono i professionisti che ci lavorano. Certo l’Opa è un’eccellenza e l’eccellenza costa: Ciucci, al taglio del nastro, lo ammette. Ma a conferma che quei soldi sono ben spesi chiama i numeri: «Una incredibile capacità di attrazione, con il 45% dei pazienti da fuori regione, 710 dimissioni nel 2018, uno dei più grandi centri per la cardiochirurgia pediatrica e neonatale con la capacità di trattare patologie ante nascita». Un’eccellenza di un territorio che ieri decide di esserci tutto: il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, l’assessore alla sanità di Montignoso Giorgia Podestà, la collega massese Amelia Zanti, accompagnata dal capo di gabinetto Daniele Pepe. I rappresentanti delle forze dell’ordine, il questore, il prefetto. Il consigliere regionale Giacomo Bugliani soddisfatto «perché la Regione fin da subito ha messo l’Opa tra le sue priorità, comprendendone le potenzialità e rispondendo alle esigenze di utenti e operatori».
Un nuovo reparto: camere luminose e colorate e la grande sala dei giochi con una miriade di libricini e il pianoforte. E la possibilità di andarci davvero in quella sala perché per il monitoraggio dei parametri vitali non serve essere attaccati al monitor: ci sono mini computer che, sotto il pigiama, “controllano” i cuoricini ovunque siano i bambini. Un ospedale e un’eccellenza perché se nelle parole del Vescovo Giovanni Santucci (che ha benedetto il reparto) non basta non fare del male, ma serve fare del bene, beh l’Opa la sua parte la fa eccome. —
Chiara Sillicani
/ Altro servizio a pag. 10
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