Il Tirreno

La città che non va 

L’orto urbano adesso c’è Ma nessuno ne vuol sapere

Camilla Palagi
L’orto urbano adesso c’è Ma nessuno ne vuol sapere

Fallimentare il progetto sul Monte di Pasta: deserto il bando per l’assegnazioneWwf e Italia nostra: quel tipo di iniziativa va fatta in pianura, vicino al centro

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massa. Una minuscola foglia di bieta è tutto quel che nasce sul Monte di Pasta: gli orti urbani non decollano. Almeno fino ad oggi. Il bando di luglio per la loro assegnazione è andato deserto. E le zolle di terra che dovevano accogliere le mani dei volontari, bambini e anziani, oggi sono solo piene di cicche e di aghi di pino.

Un progetto difficile da digerire allo stato attuale delle cose: per la sua realizzazione sono stati spesi 90.000 euro, cofinanziati dalla Regione Toscana con circa 70.000 euro e dal Comune di Massa con i restanti 20. Solo 7 mesi fa la sua inaugurazione. Alla quale era presente l’ex vicesindaco Uilian Berti, il dirigente Fernando Della Pina che si è occupato di coordinare i lavori e alcuni esponenti del Gams, i giovani architetti di Massa Carrara che hanno disegnato e presentato il progetto. Nello spiazzo sulla cima della collina ci sono le vasche di terra da coltivare; con il primo bando si sarebbe dovuta assegnare la gestione dell’area, con un secondo bando quella degli appezzamenti di terra. Ma ciò che in teoria sembrava un percorso lineare, nella pratica non lo è stato. Colpa della location? Per il Wwf e Italia Nostra sì. Di altro avviso il consigliere Uilian Berti. Che vede proprio nel bando il motivo del fallimento del progetto: «L’obiettivo era quello di avvicinare scolaresche al mondo dell’agricoltura e ai primi rudimenti della botanica. Poi di darlo in gestione alle associazioni che collaboravano con giovani e i pensionati. Sulla base di quello è stato fatto il finanziamento».

Sulla scelta della location Berti precisa: «È stata scelta dal gruppo di architetti. Per noi era un’iniziativa meritevole di essere sposata». A giugno si è tenuta la sua inaugurazione, solo pochi giorni dopo il cambio di amministrazione. Poi il vuoto.

«Bisognerebbe capire cosa ha combinato la nuova amministrazione con il bando che ha emesso a luglio. Anche quello del mercato coperto è andato deserto». Sei orti abbandonati in cerca di responsabili che non si trovano. «Come al solito portare qualcosa di interessante non è possibile a Massa – commenta Gianluca Giannelli, responsabile del Wwf dei Ronchi - Da una parte c’è il menefreghismo di tanti e dall’altra l’ignoranza degli amministratori. Negli altri luoghi l’orto si fa in un terreno ben delimitato dove c’è l’accesso solo ai fruitori degli spazi. Qua è in un parco pubblico e difficile da raggiungere per gli anziani: io in pratica coltivo ma quello che succede dopo non si sa». Severe le critiche anche di Italia Nostra: «Il fallimento del progetto degli “orti urbani” nel monte di Pasta è ormai conclamato ed evidente a tutta la città. E anche noi con sommo dispiacere ne prendiamo atto nella speranza che non venga abbandonata questa proposta. Perché tutto funzioni bisogna cercare di individuare zone adatte allo scopo che devono avere alcune caratteristiche essenziali: essere vicine al centro, in pianura e facilmente accessibili. Molto meglio sarebbe stato, a nostro avviso, ubicare questa iniziative nel Pomario Ducale, in centro città, con la presenza di molte scuole medie, elementari e superiori a due passi. Quello sarebbe stato davvero un orto urbano». —

Camilla Palagi

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