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dopo gli arresti 

L’assessora regionale: «Pochi casi non possono screditare il sistema»

L’assessora regionale: «Pochi casi non possono screditare il sistema»

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massa. Stefania Saccardi, assessora regionale al diritto alla salute, da avvocato, non può che partire da una premessa: «I medici arrestati (nell’ambito dell’inchiesta sui falsi incidenti ndr) sono innocenti fino a prova contraria». Detto questo, ci tiene a precisare che se anche le responsabilità dovessero essere accertate in sede penale, «episodi isolati, non possono comunque gettare discredito sull’intero sistema. Casi simili si sono verificate in varie realtà, in diverse regioni. La sanità (regionale ndr) è un’organizzazione complessa e conta su 55.000 dipendenti a cui si aggiungono tutti quelli dell’indotto. La stragrande maggioranza di quelle persone, la quasi totalità, lavora bene, con massimo interesse e abnegazione, singoli episodi non possono screditare tutto il sistema».

Interviene sui recenti arresti l’assessora regionale e anche sui temi “caldi” della sanità apuana. Torna anche su un’altra annosa questione all’ombra delle Apuane, quella di una risonanza magnetica ad alto campo che dal giorno dell’apertura del Noa in viale Mattei se ne sta, spenta, in quel del vecchio ospedale di Massa. L’Asl per la manutenzione spende, ma la macchina non è attiva: deve essere trasferita a Carrara, area Monoblocco. Oltre foce deve essere realizzato uno spazio ad hoc che ancora non c’è. E le liste di attesa, sul fronte della diagnostica per immagine, non vanno davvero bene.

L’assessora regionale Saccardi garantisce, però, che la Regione «ha tutta la volontà di concentrare il massimo impegno su quella risonanza. Vogliamo il massimo della strumentazione disponibile - spiega la Saccardi - per riuscire ad abbattere le liste di attesa» . —

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