Sicurezza
Consiglio superiore di sanità c’è anche un carrarese
Il professor Marco Ferrari: «Orgoglioso, l’ho scoperto dal comunicato stampa»
Professor Ferrari si aspettava questa nomina?
«Onestamente no. Hanno lavorato molto dietro le quinte, senza avvertire nessuno, fino a 15 giorni fa quando mi contattarono dal gabinetto del ministro per chiedermi la disponibilità».
E lei?
«Sono un professore universitario, lavoro per le istituzioni, è normale che se mi chiama uno dei due ministeri, della Sanità o dell’Università e mi chiede un impegno, io accetti. In questo caso poi accetto molto volentieri, perché è una grande soddisfazione».
La nomina ufficiale gliel’ha comunicata direttamente il ministro Grillo?
«Lei sorriderà, ma dopo quella telefonata non ho più saputo nulla. Mi chiesero un curriculum e lo mandai. Poi l’altro giorno ho scoperto dal comunicato stampa che ero stato nominato».
Il mondo odontoiatrico ha festeggiato: negli ultimi vent’anni solo due odontoiatri avevano fatto parte del Consiglio Superiore della Sanità.
«È chiaro che avere un rappresentante per la categoria è molto importante. Negli ultimi 10 anni l’odontoiatria non è stata rappresentata, anche se devo dire che anche non per questo siamo stati trattati male. Devo dire tuttavia che credo di non essere stato scelto come odontoiatra ma come ricercatore clinico. Non c’è stata una scelta di settore, credo che sia stata una scelta sulle competenze scientifiche».
Per lei cosa rappresenta questa nomina?
«Leggendo come è stata fatta la scelta dei membri del Consiglio è una soddisfazione. Ma la mia vita rimane la stessa, il mio lavoro non cambia, anche se si apre un’altra bella sfida».
Come valutò l’azzeramento del precedente Consiglio da parte del ministro Grillo?
«Lo lessi sul giornale da normale cittadino che apprende una notizia. In quel Consiglio c’erano persone valide, alcune delle quali sono state confermate. Sono scelte legittime del ministro, trattandosi di un organo di supporto. Come il ministro Lorenzin aveva nominato un Consiglio superiore di sanità di sua fiducia, anche la Grillo ha il diritto di nominare altre persone».
Dalla fine degli anni Ottanta insegna all’Università di Siena, è nato a Carrara ma si sente anche un po’ livornese ormai...
«Vivo qui dal 1983 per motivi d’amore. Sui banchi dell’Università di Pisa ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia moglie, Maria Crysanti Cagidiaco. Ci siamo sposati nel 1985, poco dopo ho iniziato a fare la spola tra Livorno e Siena e non ho mai smesso».
Sul tavolo la nostra città ha partite sanitarie importanti: la principale è quella dell’ospedale. Che cosa ne pensa?
«Devo dire che con gli Spedali Riuniti ho pochissimi contatti, vivendo la mia lavorativa su Siena. Purtroppo, per motivi personali, sto avendo modo di frequentare la Neurochirurgia, dove mia madre è stata operata, e devo dire che ho trovato un reparto eccellente, dal primario Santonocito a tutto il personale. So che la validità di questo reparto è riconosciuta anche fuori dalla Toscana, come diverse altre specialistiche del nostro ospedale».
E dal punto di vista strutturale? La partita si gioca lì, come sa, sia dal punto di vista politico che sanitario.
«La struttura l’abbiamo di fronte tutti, è un’opera del Ventennio con quasi un secolo di vita alle spalle: avrà delle pecche, evidentemente, ma l’hanno fatta non malissimo se è ancora utilizzata. Certo i disagi ci sono, pensi che li abbiamo noi a Siena con le Scotte che è stato inaugurato 40 anni fa, immagino con un ospedale che ha 90 anni».
Dunque, anche secondo lei serve un ospedale nuovo? Il ministro Grillo, secondo quanto riportato dal sindaco, avrebbe annunciato un finanziamento importante da parte del ministero.
«Bisogna vedere i numeri: il dibattito è già stato abbastanza aspro, l’abbiamo digerito per parecchio tempo anche in fase elettorale. È palese che una struttura nuova possa avere vantaggi, ma deve essere progettata nel modo giusto. Abbiamo nel governo la discussione sulla Tav e tutti dicono che è necessario guardare i conti, i costi-benefici, e questo va fatto anche per ospedale. In sanità i grandi investimenti vanno valutati con i bilanci alla mano e io ora non li ho».
Sa già quale sarà il compito che l’aspetta al ministero?
«Il ruolo del Consiglio è affrontare in commissioni alcuni argomenti segnalati dal ministro e dai sottosegretari per offrire un parere tecnico. Tratteremo grandi temi, dal farmaco ai grandi investimenti sugli ospedali, alle linee guida dei settori medici fino ai vaccini».
G.C.
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